Carburanti, dal 2020 ad oggi solo mazzate tremende | Bisogna intervenire subito o si rischia di non prendere più l’auto

Carburante in aumento (Canva-Shutterstock foto) - www.aerospacecue.it
Continuano a gravare pesantemente sulle spalle dei consumatori. Sono tutti ormai stufi della situazione. Un pieno equivale ad un salasso
Al fine di ottenere energia, il motore ha necessità di “servirsi” di un determinato tipo di carburante, in relazione alla categoria del veicolo che si possiede. Si tratta di un passaggio indispensabile per favorire il movimento del veicolo.
Il più comune è senza dubbio la benzina, richiesta, nello specifico, per la maggior parte delle automobili leggere o che vantano piccole cilindrate, capace, però, di conseguire consumi decisamente più alti se comparata ad altri tipi di carburante.
Un’alternativa, per esempio, è rappresentata dal diesel, maggiormente indicata per i veicoli di dimensioni maggiori, che però sono in grado di produrre emissioni nocive in quantità decisamente più elevata.
Altrettanto diffusi sono il GPL e il Metano, ma nel corso delle ultime stagioni stanno prendendo sempre più piede i biocarburanti, con potenzialità che gli stessi arrivino, durante gli anni a venire, a sostituire addirittura i carburanti tradizionalmente impiegati.
Una realtà inaspettata
Durante il periodo delle vacanze estive la stragrande maggioranza dei consumatori, nonostante fossero probabilmente partiti già certi di dover fare i conti con i soliti rincari, si sono ritrovati dinnanzi ad una sorpresa sempre lieta. Infatti, tra la fine del mese di Luglio e la metà del successivo, il prezzo medio della benzina si è attestato intorno agli 1,701 euro, mentre quello del gasolio ad appena 1,631 euro, evidenziando un dato profondamente discostante rispetto alle ultime stagioni.
I rincari, tenendo fede ai dati riportati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sembrano ormai essersi attenuati drasticamente, come evidenziato dalla tendenza di equilibrio dimostrata nel corso delle ultime annate. Tutto ciò è stato sicuramente accolto con favore dal punto di vista degli automobilisti, comunque costretti da ormai cinque anni a fare i conti con aumenti sempre più invalidanti; si tratta, forse, della prima annata post pandemia che ha visto un progressivo calo dei prezzi, seppur senza assicurare alcun tipo di picco evidente.
Condizioni non esattamente rosee
Ma confrontando i prezzi attuali, prendendo ad esempio un litro di benzina, con quelli del 2020 è possibile evidenziare un 21,7% di incremento, che sale addirittura al 27% di maggiorazione relativamente al diesel: entrando nel pratico, ossia pesando gli aumenti in euro, si tratta rispettivamente di 15 e circa 17,5 euro in più per ogni pieno effettuato.
Il greggio si trova ad affrontare una fase di calo nel prezzo complessivo anche sui mercati internazionali, stando a quanto indicato dal Codacons all’interno di un dettagliato rapporto datato 2025, mettendo in luce come le quotazioni relative al petrolio abbiano subito una discesa pari al 16% e più, producendo, almeno teoricamente, un ribasso significativo sui prezzi di listini della benzina, così come del diesel, nonostante nel concreto si sia assistito ad una riduzione unica corrispondente al 2%, che ha fatto inevitabilmente storcere il naso a molti. La caratteristica che ancora lascia molti basiti sta nel fatto che al salire del prezzo del petrolio anche le pompe risultano contrassegnate da un vertiginoso aumento, ma il medesimo meccanismo, in questo caso di discesa, non risulta quando si parla di abbassamento dei prezzi. A riportarlo è Virgilio.it.