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Ultim’ora, massima attenzione per questa faglia che nessuno considera | Sarà il terremoto più potente della storia

Una faglia che getta in allarme

Una faglia che getta in allarme (Canva-Depositphotos foto) - www.aerospacecue.it

Gli esperti ne hanno sempre sottostimato le potenzialità. Una volta scoperto ciò, ha cominciato a preoccupare tutti. Va monitorata continuamente

All’interno della crosta terrestre sono presenti delle fratture, che favoriscono il movimento di precisi blocchi di roccia, l’uno al di sopra dell’altro, spingendosi, allontanandosi e scontrandosi, dando origine dunque a differenti tipi di movimenti.

Stiamo parlando delle faglie, che in diversi tirano molto spesso in mezzo quando si parla di terremoti e che, effettivamente, ne sono la causa in assoluto più comune. Ma in che modo queste spaccature possono influenzare l’avvento dei terremoti?

Se le tensioni portano ad un eccessivo accumulo dell’energia all’interno delle rocce e questa arrivi a tal punto di liberarsi, ecco che vengono prodotte scosse che conducono la terra a tremare, comportando, spesso, danni tremendi ed incalcolabili.

Le faglie vengono attenzionate in modo specifico non soltanto da chi si occupa di monitorare e prevedere, per quanto possibile, la manifestazione di un terremoto, ma anche dal punto di vista di chi opera nel campo della geologia economica, considerando che lungo le faglie possono formarsi sia giacimenti minerari, sia di gas e petrolio.

Cresce la preoccupazione

Nello Yukon, estremità nord-ovest del Canada, è presente un elemento in grado molto più di altri ben noti di generare scompiglio e preoccupazione in primis tra gli autoctoni. E’ nascosto sotto alle fittisime foreste e alla boscaglia che caratterizza questa parte del Nord America ed è capace di estendersi per molteplici chilometri, partendo dalla fascia settentrionale della British Columbia e raggiungendo addirittura il cuore dell’Alaska.

Stiamo parlando di un vero e proprio colosso geologico, noto tra gli esperti come faglia di Tintina: una spaccatura della crosta terrestre, dunque, lunga almeno un migliaio di chilometri, recentemente capace di tornare alle cronache della ribalta in quanto, nonostante fosse stata evidenziata come totalmente innocua e dormiente, abbia fatto parlare di sé in termini davvero allarmanti. Infatti, un recente studio guidato dal geologo Theron Finley e dal suo team di ricercatori è stato in grado di evidenziare come, sebbene la faglia non abbia dato particolari problemi nel corso degli ultimi 12.000 anni, è proprio da allora che il colosso si trova ad accumulare tensione, la stessa che, prima o poi, dovrà inevitabilmente essere liberata.

Posizione della faglia
Posizione della faglia (Finley et al. foto) – www.aerospacecue.it

Una scoperta che ha lasciato tutti senza fiato

Comprenderlo è stato possibile affidandosi all’impiego di immagini satellitari, oltre che allo schieramento in campo di rilievi LIDAR, montati direttamente su droni, al fine di ricostruire il passaggio e l’estensione della faglia, portando ad emergere anche vere e proprie “cicatrici”, frutto di terremoti che hanno riguardato l’area milioni di anni fa.

Sebbene la Tintina sia stata riguardata da leggeri spostamenti, compresi tra gli 0,2 e gli 0,8 millimetri annui, un terremoto di dimensioni allarmanti manca ormai da migliaia di anni lasciando ipotizzare che, ormai, nel momento in cui la tensione dovesse raggiungere il suo culmine, la manifestazione potrebbe condurre a scatenare un terremoto di magnitudo superiore addirittura a 7,5. Come precisa anche ScienceFocus.it, fortunatamente, l’area non risulta essere densamente abitata, poiché prevalentemente boschiva e ghiacciata, ma un eventuale terremoto innescherebbe un effetto domino con pochi eguali, generando frane che andrebbero a loro volta a ripercuotersi verso le comunità distanti anche diverse miglia.