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Mars Sample Return: verso la cancellazione ufficiale della missione per il ritorno dei campioni da Marte

Mars Sample Return: verso la cancellazione ufficiale della missione per il ritorno dei campioni da Marte

This illustration shows a concept for multiple robots that would team up to ferry to Earth samples of rocks and soil being collected from the Martian surface by NASA's Mars Perseverance rover.

La cancellazione della missione Mars Sample Return rappresenterebbe una cambiamento senza precedenti nella strategia scientifica della NASA.

Il progetto, che avrebbe riportato sulla Terra campioni raccolti da Perseverance, è stato bloccato per motivi di budget, lasciando in sospeso il materiale più promettente mai recuperato su Marte e aprendo nuove incognite sul futuro dell’esplorazione planetaria.

Fine di una delle missioni scientifiche più ambiziose degli ultimi decenni

Il 5 gennaio 2026, con la pubblicazione del disegno di legge finanziaria del Congresso degli Stati Uniti, è giunta l’ufficializzazione di una decisione attesa da tempo: la cancellazione della missione Mars Sample Return (MSR), il programma congiunto NASA-ESA pensato per riportare sulla Terra campioni geologici prelevati dal rover Perseverance su Marte. Dopo anni di incertezze e revisione dei costi, il programma è stato formalmente escluso dalla nuova legge di bilancio, sostenendo così l’intento già espresso dalla Casa Bianca di porre fine all’iniziativa.

La chiusura della MSR rappresenta un evento spartiacque non soltanto per la NASA, ma per l’intera comunità scientifica planetaria. Perseverance, operativo dal 2021 nel cratere Jezero, ha accumulato decine di campioni in attesa di un futuro ritorno a Terra. Campioni che ora rischiano di restare definitivamente sul pianeta rosso.

Una decisione annunciata da tempo, aggravata dai costi in crescita

La missione Mars Sample Return era da anni sotto scrutinio a causa della sua complessità tecnologica e del costo crescente. Dopo una stima iniziale di circa 7 miliardi di dollari, nel 2024 il preventivo aveva raggiunto 11 miliardi, generando forti preoccupazioni sul possibile impatto sull’intero bilancio scientifico della NASA.

Nonostante un piano rivisitato presentato nel gennaio 2025 che riportava i costi a circa 7 miliardi, il progetto non è riuscito a trovare un consenso politico sufficientemente solido per garantirne il proseguimento. La spinta verso la cancellazione è stata sostenuta anche dall’amministrazione Trump, già favorevole a ridurre la spesa per i programmi scientifici federali in favore di obiettivi più selettivi.

Il bilancio 2026 prevede comunque 7,25 miliardi di dollari per le attività scientifiche della NASA, una riduzione dell’1% rispetto all’anno precedente, ma significativamente più alta rispetto ai tagli proposti inizialmente. Tuttavia, il testo della legge è chiaro: “L’accordo non sostiene l’attuale programma Mars Sample Return.”

Un’eredità scientifica congelata su Marte

I campioni raccolti da Perseverance, in particolare quelli prelevati da ambienti geologicamente promettenti come l’antico delta del cratere Jezero, rappresentano la massima priorità scientifica per la comunità planetaria statunitense. Alcuni contengono strutture chiamate “leopard spots”, formazioni mineralogiche compatibili con attività biologica passata, analoghe a quelle lasciate da batteri sulla Terra.

Secondo Bethany Ehlmann, scienziata planetaria dell’Università del Colorado, tra i campioni già stoccati potrebbe esserci la miglior evidenza di una possibile firma biologica extraterrestre mai individuata. Tuttavia, confermare la natura organica di tali segnali richiederebbe analisi sofisticate in laboratori terrestri, irrealizzabili con la strumentazione a bordo del rover.

Con l’abbandono del progetto, l’intera operazione scientifica rischia quindi di arenarsi, congelando non solo campioni fisici ma anche decenni di progressi metodologici volti alla loro caratterizzazione.

Conseguenze tecnologiche e internazionali

La cancellazione della Mars Sample Return comporta anche importanti ricadute tecnologiche. La missione includeva sistemi innovativi, come un lander in grado di operare nell’atmosfera marziana rarefatta e un razzo miniaturizzato per il decollo dalla superficie-il primo mai concepito in tal senso. Inoltre, l’Earth Return Orbiter, progettato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), avrebbe dovuto intercettare e riportare sulla Terra il contenitore con i campioni.

Il blocco unilaterale statunitense costringe ora l’ESA a valutare opzioni alternative. Alcuni scenari ipotizzano che il veicolo orbitale europeo possa essere riconvertito per svolgere missioni di studio remoto sulla geologia marziana, ma la compatibilità con una futura riattivazione della MSR rimane incerta. Un utilizzo differente dell’orbiter potrebbe infatti rendere economicamente impraticabile rilanciare il progetto congiunto in futuro.

Riassegnazione dei fondi e possibili alternative esplorative

Nonostante l’interruzione del programma principale, il Congresso ha stanziato 110 milioni di dollari a favore di un nuovo contenitore progettuale denominato Mars Future Missions. L’obiettivo è quello di non disperdere le tecnologie sviluppate negli ultimi anni per MSR, permettendo una eventuale ripartenza del progetto, anche su basi più contenute.

Al tempo stesso, la fine di MSR apre spazio a progetti precedentemente rimasti in attesa, tra cui due missioni già approvate verso Venere e lo sviluppo di una sonda per lo studio di Urano, da tempo auspicata dalla comunità scientifica. Si tratta di destinazioni che avevano subito ritardi anche a causa dell’ingente impatto finanziario della missione marziana.

Divisioni all’interno della comunità scientifica planetaria

MSR ha alimentato tensioni tra i diversi settori della ricerca planetaria. Da un lato, i sostenitori del programma sottolineavano la portata rivoluzionaria del ritorno di campioni da un altro pianeta, considerato un passaggio chiave verso missioni umane su Marte. Dall’altro, vi era crescente preoccupazione per l’impatto di un singolo progetto sul bilancio dell’intero settore, con missioni a medio rischio scientifico spesso sacrificate per sostenere la MSR.

La comunità resta ora divisa. Alcuni, come Philip Christensen della Arizona State University, vedono nella cancellazione un colpo alla leadership scientifica statunitense, proprio mentre la Cina sta sviluppando un proprio programma di ritorno campioni da Marte. Altri valutano con cautela la possibilità di ripartire su basi più realistiche e sostenibili, approfittando delle tecnologie già sviluppate per MSR.

Il futuro di Perseverance e dei campioni marziani

Il rover Perseverance ha raggiunto il suo quinto anno di operatività e si avvicina alla fine del suo obiettivo primario: completare il deposito dei campioni nei contenitori sigillati lungo il tracciato percorso nel cratere Jezero. Con la cancellazione di MSR, rimane aperta la questione su quale ruolo potrà ancora avere il rover.

Secondo Victoria Hamilton, del Southwest Research Institute, sarà necessario che la NASA definisca in tempi brevi una strategia per valorizzare i campioni raccolti, anche in assenza di un piano immediato per riportarli sulla Terra. Potrebbero aprirsi scenari alternativi, come missioni robotiche future con obiettivi più specifici, o addirittura uno slittamento verso un contesto di missioni umane con logistica integrata di ritorno dei materiali.

Implicazioni strategiche per l’esplorazione marziana

Il blocco di MSR si inserisce in un momento cruciale per la pianificazione a lungo termine dell’esplorazione marziana. I dati raccolti da Perseverance costituiscono un elemento scientificamente fondamentale per preparare eventuali missioni con equipaggio, fornendo informazioni dettagliate su mineralogia, struttura del sottosuolo, e condizioni ambientali.

La rinuncia a un ritorno dei campioni può rallentare l’acquisizione delle conoscenze necessarie per valutare con precisione rischi e opportunità di una presenza umana su Marte. In questo contesto, la decisione politica americana si colloca anche in un quadro più ampio di competizione internazionale nello spazio profondo.

Un’eredità sospesa e un programma da rifondare

La fine della missione Mars Sample Return segna una battuta d’arresto rilevante per la scienza planetaria, ma lascia aperta una possibilità: l’esistenza di un’infrastruttura tecnologica già in parte sviluppata, campioni geologici già raccolti e una comunità scientifica attivamente coinvolta potrebbero, in futuro, convergere in un nuovo tentativo di realizzare l’obiettivo del ritorno di materiali marziani sulla Terra.

Nel frattempo, restano da affrontare scelte operative su Perseverance, decisioni politiche su dove destinare i fondi liberati, e riflessioni più ampie sul ruolo degli Stati Uniti nell’esplorazione robotica interplanetaria. La sopravvivenza scientifica dei campioni dipenderà da quanto rapidamente e coerentemente la NASA sarà in grado di ridefinire le proprie priorità a partire dal patrimonio già accumulato.