La missione Artemis II rappresenta il ritorno dell’essere umano verso la Luna dopo oltre cinquant’anni.
Il profilo di missione, altamente tecnico e articolato, prevede una serie di manovre orbitali complesse che serviranno a testare i sistemi della navetta Orion con equipaggio in condizioni reali. Comprendere la traiettoria di Artemis II significa entrare nel cuore della moderna esplorazione spaziale.
Artemis II sarà la prima missione del programma Artemis a portare astronauti nello spazio profondo. Il suo obiettivo primario è validare i sistemi di supporto vitale, la navigazione e il controllo della navetta Orion in configurazione con equipaggio, nel corso di un volo circumlunare.
Non è previsto l’allunaggio: l’intera traiettoria orbiterà attorno alla Luna in una free-return trajectory, consentendo il rientro sicuro sulla Terra anche in caso di problemi ai motori principali. Il volo avrà una durata prevista di circa 10 giorni.
La missione inizierà con il lancio dal Kennedy Space Center (LC-39B), utilizzando il razzo vettore Space Launch System (SLS) Block 1. Questa prima fase consiste in tre segmenti:
Prima della manovra di iniezione translunare (TLI), l’equipaggio eseguirà verifiche approfondite dei sistemi di bordo, inclusi controlli manuali e simulazioni di rientro d’emergenza. Questo periodo, della durata di circa 24 ore, serve anche come finestra per eventuali aborti in orbita terrestre.
Durante questa fase:
La TLI (Trans-Lunar Injection) è la manovra più energetica della missione. L’ICPS eseguirà un’accensione del motore RL10 di circa 18 minuti, modificando radicalmente l’orbita di Orion e portandola su una traiettoria altamente ellittica, con apogeo oltre i 384.000 km, diretto verso la Luna.
Questa manovra:
Terminata la TLI, Orion si separa dall’ICPS e attiva i propri sistemi di propulsione e guida.
Dopo la TLI, Orion entra nella fase di coast translunare, ovvero la lunga crociera verso la Luna, della durata di circa quattro giorni. Durante questo tratto:
Al raggiungimento della Luna, Orion eseguirà un flyby a bassa quota sul lato nascosto, a circa 130 km dalla superficie, in un punto calcolato per sfruttare al massimo l’assistenza gravitazionale lunare.
Questo sorvolo:
In questa fase verrà effettuata anche una manovra di correzione della traiettoria (Outbound Powered Flyby, OPF) tramite il motore principale dell’ESM, per perfezionare il ritorno.
Dopo il flyby, Orion si allontana dalla Luna e si dirige verso l’orbita terrestre in una fase chiamata return coast, che dura circa quattro giorni. Durante questa tratta:
Alla fine della fase di crociera, il Modulo di Servizio Europeo viene separato dalla capsula Orion con equipaggio. A questo punto:
Il recupero della capsula avverrà tramite le navi specializzate della Marina degli Stati Uniti e squadre della NASA.
Il profilo orbitale di Artemis II è progettato con margini di sicurezza estremamente elevati. La scelta di una free-return trajectory garantisce un’opzione di rientro passivo in caso di guasti, senza necessità di manovre complesse. Ogni segmento è il risultato di anni di analisi balistiche, simulazioni e validazioni da parte dei centri NASA, ESA e partner industriali.
Questa missione rappresenta la prova definitiva del sistema Orion-SLS con equipaggio in orbite lunari e getterà le basi per Artemis III, che includerà l’allunaggio. La comprensione puntuale della traiettoria di Artemis II non è solo una questione ingegneristica, ma anche un passaggio chiave nella pianificazione delle future missioni verso la Luna, Marte e oltre.