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Un satellite militare russo si è avvicinato pericolosamente a un satellite Usa: cosa sappiamo
Un satellite militare russo si è avvicinato pericolosamente a un satellite Usa: cosa sappiamo
Tra il 16 e il 18 ottobre Kosmos 2612 si è portato a pochi km dal radar ICEYE-X36. Cosa mostrano i dati di LeoLabs e cosa manca.
Il satellite militare russo Kosmos 2612 ha passato due giorni a pochi chilometri da ICEYE-X36, un satellite radar per l'osservazione della Terra registrato negli Stati Uniti e gestito da ICEYE US, filiale della società finlandese ICEYE. Secondo il rapporto pubblicato lunedì 19 ottobre da LeoLabs, società che traccia gli oggetti in orbita con una rete di radar a terra, l'avvicinamento finale è cominciato il 15 ottobre. Il 16 i due satelliti erano a 2-3 km di distanza e fino al 18 il veicolo russo si è spostato più volte davanti e dietro l'altro, per poi allontanarsi tra il 18 e il 19.
Non risultano contatti né danni e nessuno ha chiarito lo scopo della manovra. Il rapporto la descrive come un avvicinamento deliberato, con le caratteristiche delle operazioni di rendezvous e prossimità, ma precisa che i dati non bastano a stabilire un'intenzione ostile. ICEYE ha detto di essere al corrente della situazione e di seguirla da vicino; al 20 ottobre né lo US Space Command né il Pentagono avevano commentato pubblicamente. Il legame con la guerra passa dal cliente, perché ICEYE fornisce immagini radar al ministero della Difesa ucraino e a gennaio 2026 ha ampliato l'accordo. La società non ha detto se X36 sia tra i satelliti usati da Kiev.
Come si affianca un satellite in orbita bassa
ICEYE-X36, lanciato nel marzo 2024, è un satellite SAR (radar ad apertura sintetica), cioè produce immagini di giorno e di notte anche con la copertura nuvolosa. Vola a circa 555 km di quota su un'orbita eliosincrona inclinata di circa 97,8 gradi. Per raggiungerlo Kosmos 2612 ha dovuto allineare piano orbitale, quota, eccentricità e periodo, e poi recuperare il ritardo lungo l'orbita. Ogni correzione consuma propellente, che su un satellite non si rifornisce, ed è per questo che gli analisti leggono la sequenza come intenzionale. Secondo le analisi di Integrity ISR e del Center for Strategic and International Studies (CSIS) il riposizionamento è iniziato il 30 settembre; tra il 15 e il 16 ottobre la distanza è scesa da alcune centinaia di chilometri a meno di 5 km.
Sulla distanza minima i numeri non coincidono. LeoLabs indica che in alcuni momenti il satellite russo sarebbe passato a circa 500 m, ma avverte che le stime sono incerte perché sul radar i due oggetti diventavano difficili da distinguere. Il valore di 26 m circolato in questi giorni viene da Georgy Trishkin, analista russo di lanci spaziali, sul suo canale Telegram, e non ha conferme indipendenti. L'astrofisico Jonathan McDowell ha scritto che potrebbe trattarsi del primo rendezvous tra due satelliti attivi in orbita bassa condotto senza il consenso di uno dei due operatori, a patto che i dati successivi lo confermino.
I precedenti e cosa resta da chiarire
Kosmos 2612 è partito il 16 aprile 2026 su un Soyuz-2.1b dal cosmodromo di Plesetsk insieme ad altri cinque satelliti militari, da Kosmos 2609 a Kosmos 2614. Mosca non ha mai descritto il loro carico utile. Già a maggio alcuni satelliti del gruppo avevano portato l'orbita sullo stesso piano di X36 e, secondo il CSIS, il 26 maggio Kosmos 2609 era passato a circa 2,5 km dal satellite radar. L'amministratore delegato di ICEYE, Rafal Modrzewski, ha poi confermato a Reuters che l'azienda aveva spostato il satellite, e che la mossa era stata seguita da nuove manovre russe.
I casi documentati finora riguardavano satelliti governativi. Nel 2017 il russo Luch-Olymp si era avvicinato in orbita geostazionaria ad Athena-Fidus, satellite per telecomunicazioni italo-francese. Nel 2020 Kosmos 2542 e 2543 avevano seguito da vicino un satellite spia statunitense, e lo US Space Command aveva poi accusato Mosca di aver rilasciato in orbita un oggetto da Kosmos 2543, un comportamento che considerava un test di arma antisatellite non distruttivo.
Nessun trattato fissa una distanza minima tra satelliti. Aaron Brynildson, docente di diritto spaziale all'Università del Mississippi, ha spiegato ad Axios che gli operatori restano in genere ad almeno 9,7 km (6 miglia) l'uno dall'altro, perché sotto quella soglia due manovre simultanee rendono più probabile una collisione. Per lo stesso motivo, secondo Adam Marsh di LeoLabs citato dal New York Times, ICEYE-X36 non ha manovrato per sottrarsi. Restano senza conferma lo scopo della missione, la natura del carico utile russo, l'uso di X36 da parte dell'Ucraina e la distanza minima effettivamente raggiunta.