Velivolo cinese

La DIA pubblica la foto più nitida dello spazioplano segreto cinese

Il rapporto DIA sulla sicurezza spaziale include lo scatto Maxar del 2024, ma non dice se il veicolo sia lo Shenlong o il Tengyun.

29 ottobre 2026 11:15
La DIA pubblica la foto più nitida dello spazioplano segreto cinese - Vantor/U.S. Space Force
Vantor/U.S. Space Force
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La Defense Intelligence Agency (DIA), l'agenzia di intelligence militare del Pentagono, ha diffuso l'immagine più dettagliata mai resa pubblica dello spazioplano riutilizzabile cinese in orbita. La foto è inserita nella terza edizione del rapporto non classificato Challenges to Security in Space, pubblicato il 26 ottobre, ed è stata scattata nel 2024 da un satellite della società americana Maxar Technologies, che nel frattempo ha cambiato nome in Vantor.

Lo scatto circolava già in forma sgranata. Nel 2024 il colonnello John Patrick, allora a capo delle U.S. Space Forces-Korea, ne aveva mostrato una versione a bassa risoluzione durante un forum in Corea del Sud, senza che fosse chiaro se ritraesse il veicolo cinese o un X-37B americano. La novità sta nella risoluzione e nell'attribuzione ufficiale. La didascalia della DIA parla di uno spazioplano della Repubblica popolare e il rapporto ricorda che la Cina ha due modelli principali, Shenlong e Tengyun, senza indicare quale dei due compaia nella foto. Non risultano commenti ufficiali di Pechino sull'immagine, mentre il Global Times, quotidiano del gruppo editoriale del Partito comunista, il 27 ottobre ha definito il rapporto un'esagerazione delle minacce cinesi e russe.

Cosa si vede nella foto scattata da 90 km

Vantor ha precisato a The War Zone che l'immagine è del 28 maggio 2024 e che l'ha ripresa il satellite WorldView-3 da una distanza di poco inferiore ai 90 km. È una ripresa da satellite a satellite, che il settore chiama non-Earth imaging, e il telescopio, progettato per fotografare il suolo, è stato puntato su un altro oggetto in orbita.

Si distinguono ali corte, due derive verticali in coda e i portelloni della stiva di carico aperti verso l'alto. Dalla parte posteriore sporge una struttura con due pannelli solari dispiegati. The Aviationist l'ha descritta come modulo di servizio, mentre secondo Vantor si tratta di un satellite separato agganciato alla coda del veicolo.

La forma ricalca da vicino quella dell'X-37B costruito da Boeing per la U.S. Space Force, che può montare un modulo di carico supplementare nella stessa posizione. La differenza più evidente sta nelle ali, che sul veicolo cinese hanno una corda (la profondità dal bordo d'attacco a quello d'uscita) molto più lunga.

Quattro voli e cosa resta da confermare

La Cina ha portato in orbita lo spazioplano quattro volte, sempre con un razzo Lunga Marcia 2F dal centro di lancio di Jiuquan. Il primo volo, nel settembre 2020, è durato due giorni, il secondo 276 giorni fino al maggio 2023. Il terzo, quello della foto, è andato dal 14 dicembre 2023 al 6 settembre 2024, e il rapporto DIA gli attribuisce 268 giorni in orbita e almeno un oggetto rilasciato e poi avvicinato. Nessuna missione cinese ha finora superato l'anno, mentre l'X-37B nel volo OTV-6, concluso nel 2022, è rimasto in orbita 908 giorni.

Il quarto volo è partito il 7 febbraio 2026. Alle 10 del 29 ottobre non risultano annunci di rientro da parte dell'agenzia Xinhua, e il veicolo sarebbe quindi in orbita da 264 giorni. Restano senza conferma il modello ripreso nella foto, il carico trasportato e lo scopo delle missioni, sulle quali le comunicazioni ufficiali cinesi si limitano a parlare di verifica tecnologica e uso pacifico dello spazio.

Il Tengyun è un progetto distinto. La China Aerospace Science and Industry Corporation lo ha presentato nel 2016 come sistema a due stadi, nel quale un aereo vettore porta lo spazioplano in quota al posto di un razzo tradizionale. Nel 2020 l'azienda puntava a un primo test nel 2025, e non risulta se sia avvenuto. Nel rapporto la DIA spiega che gli spazioplani possono rilasciare oggetti in orbita, sperimentarli e tornare a terra, con una manovrabilità superiore a quella dei satelliti convenzionali.

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