Queste comete sono ancora un mistero per la scienza | L’unica certezza è che hanno portato loro l’acqua sul nostro Pianeta

Illustrazione di un mistero (Canva FOTO) - aerospacecue.it
Tanti corpi celesti sono ancora un mistero, come queste particolari comete. Non si sa molto, ma sono direttamente collegate all’acqua.
Le comete sono tra gli oggetti più affascinanti del cielo, piccoli corpi celesti che orbitano attorno al Sole e che, di tanto in tanto, offrono spettacolari apparizioni visibili anche a occhio nudo.
La loro struttura è relativamente semplice: un nucleo solido, fatto di ghiaccio, polveri e rocce, che viene spesso descritto come una “palla di neve sporca”. Quando si avvicinano al Sole, il calore provoca la sublimazione del ghiaccio e la liberazione di gas e polveri.
Questo processo genera la chioma, un alone luminoso che circonda il nucleo, e la caratteristica coda, che può estendersi per milioni di chilometri nello spazio. Curiosamente, la coda non segue il percorso della cometa, ma punta sempre in direzione opposta al Sole.
Studiare le comete è molto importante: esse custodiscono materiali primordiali risalenti alla formazione del Sistema Solare. Analizzarle significa, in un certo senso, guardare indietro di miliardi di anni e scoprire come è nato l’universo.
Oggetti sconosciuti…o quasi
Ci sono oggetti nello spazio che sembrano sfuggire a ogni tentativo di etichettatura. Non sono proprio comete, ma neppure asteroidi come quelli che conosciamo bene: eppure orbitano attorno al Sole con traiettorie bizzarre, lasciando più domande che risposte. Sono le cosiddette comete oscure, una definizione che già di per sé trasmette un certo senso di mistero, come se dietro ci fosse un enigma ancora tutto da svelare.
Da anni gli astronomi le osservano, accumulando dati e ipotesi, ma senza arrivare a una conclusione definitiva. Quello che le rende particolari è il loro aspetto “anonimo”: sembrano rocce, non sviluppano code luminose né chiome spettacolari, eppure si muovono come farebbe una cometa classica. Una contraddizione che intriga gli scienziati e al tempo stesso li mette in difficoltà.
Alcuni dettagli interessanti
Come riportato da Supereva, le prime tracce risalgono a meno di dieci anni fa: intorno al 2016 sono stati riconosciuti i primi esemplari di questa nuova famiglia, che oggi conta circa 14 oggetti noti. Uno, nel 2023, è arrivato anche nelle vicinanze della Terra, richiamando subito l’attenzione della comunità scientifica. Per provare a capirci di più, è già in programma una missione giapponese che dovrebbe raggiungerne una nel 2031. Un appuntamento molto atteso, perché potrebbe chiarire finalmente di che cosa siano fatte queste comete anomale.
Alcuni studi suggeriscono che non si tratti di un gruppo unico, ma di due popolazioni diverse che viaggiano nello spazio con caratteristiche proprie. In ogni caso, la loro importanza potrebbe andare oltre la semplice curiosità astronomica. Non è escluso, infatti, che abbiano avuto un ruolo nel distribuire acqua e composti organici nel Sistema Solare primitivo. Se così fosse, queste rocce “silenziose” potrebbero aver contribuito in parte a creare le condizioni che hanno reso possibile la vita sulla Terra.