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Eruzione Campi Flegrei, la più potente in assoluto | Quella del Vesuvio che distrusse Pompei fu una passeggiata di salute

Eruzione vulcanica devastante

Eruzione vulcanica devastante (Freepik foto) - www.aerospacecue.it

Distruzione di massa in una delle aree più delicate del mondo. I cittadini sono rimasti scioccati dalle potenzialità della caldera.

Tra le aree vulcaniche maggiormente affascinanti, che vale la pena attenzionare, all’interno del nostro globo, un ruolo di spicco lo assumono sicuramente i Campi Flegrei, oggetto di un monitoraggio “intensivo” da parte degli esperti per via della loro pericolosità.

Ci troviamo in Campania, più precisamente in corrispondenza del Comune di Pozzuoli, nel napoletano, dove formazioni quali solfatare, crateri, laghi vulcanici e fumarole si estendono per un diametro complessivo corrispondente addirittura a 15 km.

Non si tratta, dunque, di un’unica vetta, come nell’ancor più accreditato esempio fornito dal vicino Vesuvio, bensì di una caldera, una depressione frutto delle differenti e significative eruzioni che hanno avuto luogo nell’aria in passato.

E a tal proposito, i Campi Flegrei risultano essere in attività da ben 40.000 anni, con l’assenza, fortunatamente, di manifestazioni impattanti da quasi 500 anni, quando l’eruzione datata 1538 produsse la formazione del Monte Nuovo, ancora oggi perfettamente visibile nell’area.

Le conseguenze della mano umana

Tra l’altro, dovete sapere che l’attività antropica ha avuto comunque la capacità di produrre sostanziali modifiche sotto il punto di vista morfologico, e in superficie e nel sottosuolo, circa l’aspetto dei Campi Flegrei, per via dello sfruttamento estrattivo registratosi nell’area nel corso degli ultimi secoli. Il motivo?

E’ principalmente da ricercare nel prelevamento del tufo, che può essere impiegato con maggiore praticità e agevolezza in quanto materiale di costruzione, tenendo conto di quanto facilmente lavorabile lo stesso risulti essere. In che modo la pratica dell’estrazione del tufo possa essere correlata con le violente manifestazioni avvenute nel corso della storia o potenzialmente nuovamente verificabili?

Campi Flegrei
Campi Flegrei (Depositphotos foto) – www.aerospacecue.it

Un potenziale devastante

Sappiate che la struttura calderica sita nella Piana Campana conta oltre settanta potenziali centri eruttivi e che l’attuale stato in cui la conosciamo oggi è unicamente sfrutto di un processo naturale che ha condotto alla sovrapposizione di due collassi calderici, correlati proprio all’eruzione del Tufo Giallo Napoletano, nonché dell’Ignimbrite Campana, i cui depositi da flusso risultano ancora oggi dispersi nell’intera area della Piana, fino a raggiungere decine di metri di profondità.

Le potenzialità della caldera sono tali da poter permettere l’emissione di Ignimbrite Campana in uno scenario post eruttivo, conducendo il flusso piroclastico addirittura ad espandersi su lunghe distanze a temperature elevatissime, producendo potenzialmente modifiche sostanziali all’assetto morfologico di un dato territorio. E non stiamo parlando di ipotesi o di possibilità, ma di una realtà devastante che ha già avuto concretizzazione, proprio 39.000 anni fa. E c’è da credere sulla parola gli esperti quando gli stessi indicano come mettendo a paragone questo straordinario evento con l’eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. sommerse Pompei ed Ercolano, quest’ultima manifestazione risultasse essere quasi di poco conto. A riportarlo è Passione Astronomia