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Protocollo di DIFESA PLANETARIA, il piano della Nasa: terrore in tutto il mondo, sta succedendo proprio sotto ai nostri occhi

Invasione e protocollo (Depositphotos foto) - www.aerospacecue.it

Invasione e protocollo (Depositphotos foto) - www.aerospacecue.it

La NASA osserva un oggetto interstellare: si pensa all’attivazione di misure straordinarie e protocolli di emergenza?

Ogni tanto, dal buio dello spazio profondo, spunta fuori qualcosa che cattura subito l’attenzione. Un oggetto lontano, silenzioso, che attraversa il Sistema Solare e ci ricorda quanto poco sappiamo là fuori. Alcuni parlano subito di pericoli, altri di misteri ancora tutti da scoprire.

E intanto, mentre le ipotesi si moltiplicano, il confine tra scienza e immaginazione si fa sempre più sottile. Nelle ultime settimane, si è creato un certo fermento attorno a una cometa un po’ particolare. Non è la solita cometa “nostrana”, arriva da molto più lontano.

E questo basta, a volte, per accendere l’interesse di chi spera – o teme – che ci sia qualcosa di anomalo. Soprattutto in un’epoca in cui tutto si trasforma subito in notizia, tutto si amplifica tantissimo. E soprattutto si diffonde.

È curioso notare come, appena si sente parlare di un oggetto interstellare, partano subito visioni su scenari apocalittici o su tecnologie aliene. Ma allora, cosa c’è da temere su questo corpo celeste? Cos’è che ha davvero spinto tantissimi a parlare di difesa planetaria?

Tra telescopi e orbite

La realtà è più semplice di quanto si voglia far credere. L’International Asteroid Warning Network (IAWN), che collabora con la NASA, ha annunciato una campagna osservativa dedicata proprio alla cometa 3I/ATLAS. Solo una serie di rilevazioni mirate per calcolare con precisione la sua traiettoria.

L’obiettivo, dichiarato in modo molto chiaro, è quello di testare le capacità della comunità scientifica nell’ottenere dati astrometrici precisi. Semplicemente osservazione scientifica. E la nota ufficiale – pubblica e facilmente consultabile – lo dice esplicitamente.

3l-ATLAS (Nasa - ESA foto) - www.aerospacecue.it
3l-ATLAS (Nasa – ESA foto) – www.aerospacecue.it

Loeb e le polemiche

A rendere tutto più confuso ci ha pensato Avi Loeb, l’astrofisico di Harvard che ogni tanto torna a far parlare di sé con teorie particolari. Già in passato aveva sollevato dubbi su altri oggetti interstellari, e anche stavolta ha lasciato cadere qualche allusione. In un’intervista, come riporta Geopop, ha scherzato sul fatto che il 29 ottobre – giorno in cui la cometa ha raggiunto il perielio, cioè il punto più vicino al Sole – sarebbe stata la data perfetta, ehm, per una “manovra” aliena. Tipo rilascio di navicelle o roba del genere. Ha detto pure, ironico: “Se volete prendervi una vacanza, fatelo prima del 29”. Ok, era una battuta, ma quando a farla è uno scienziato così noto, la gente ci casca.

La verità? La cometa 3I/ATLAS è il terzo oggetto interstellare mai osservato nel nostro Sistema Solare. E già questo basta a renderla interessante. Ha delle caratteristiche insolite rispetto alle comete “di casa nostra”, motivo per cui gli scienziati vogliono studiarla per bene. Non perché pensano sia un’astronave. Non c’è nessuna prova che lo sia, nessun indizio reale.