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Missione Crew-11: possibile rientro anticipato dalla ISS per motivi medici

Missione Crew-11: possibile rientro anticipato dalla ISS per motivi medici

The four crew members of NASA's SpaceX Crew-11 mission to the International Space Station train inside a Dragon training crew vehicle at SpaceX in Hawthorne, California. From left to right: NASA astronaut Mike Fincke, Roscosmos cosmonaut Oleg Platonov, NASA astronaut Zena Cardman, and JAXA astronaut Kimiya Yui. Credit: SpaceX

NASA sta valutando un rientro anticipato per l’equipaggio Crew-11 della ISS a causa di una condizione medica che ha portato al rinvio di un’attività extraveicolare.

L’agenzia ha confermato che l’astronauta interessato è in condizioni stabili, ma il caso è oggetto di monitoraggio continuo e potrebbe influenzare la durata residua della missione, originariamente prevista per sei mesi.

Una condizione medica porta al rinvio di una passeggiata spaziale sulla Stazione Spaziale Internazionale

Il 7 gennaio 2026, la NASA ha annunciato il rinvio di una passeggiata spaziale programmata per l’8 gennaio, a causa di una condizione medica che coinvolge uno dei membri dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La decisione è stata comunicata pubblicamente, con l’indicazione che l’astronauta coinvolto si trova in uno stato clinicamente stabile, ma la situazione richiede ulteriori valutazioni.

L’ente spaziale ha preferito non divulgare l’identità dell’astronauta o dettagli specifici sulla natura del problema di salute, in rispetto della privacy individuale. La sospensione dell’attività extraveicolare era riferita a una missione pianificata per essere eseguita da Zena Cardman e Mike Fincke, entrambi astronauti della NASA e membri del team Crew-11.

Composizione dell’equipaggio Crew-11 e cronologia della missione

La missione Crew-11 rappresenta la più recente rotazione operativa di astronauti sulla ISS mediante una capsula SpaceX Crew Dragon, nell’ambito del programma commerciale congiunto NASA-SpaceX.

L’equipaggio, arrivato a bordo della stazione il 2 agosto 2025, è composto da:

  • Zena Cardman – NASA, comandante
  • Mike Fincke – NASA, pilota
  • Kimiya Yui – JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency), specialista di missione
  • Oleg Platonov – Roscosmos, specialista di missione

La missione era progettata per una durata complessiva di circa sei mesi, con rientro previsto nella prima parte del 2026. Un eventuale rientro anticipato di qualche giorno o settimana non impatterebbe significativamente sul ciclo operativo generale, ma richiede comunque una coordinazione inter-agenziale accurata.

Valutazioni in corso sul proseguimento della missione

In un aggiornamento inviato ai media l’8 gennaio, la NASA ha confermato che l’agenzia, in collaborazione con i partner internazionali, sta valutando tutte le opzioni disponibili, inclusa la possibilità di un ritorno anticipato sulla Terra per l’intero equipaggio Crew-11.

«La sicurezza delle nostre missioni è la priorità assoluta», si legge nel comunicato. «Queste sono le situazioni per cui NASA e i partner si addestrano e per cui sono preparati ad agire in modo sicuro ed efficace.»

La decisione verrà presa in base a una serie di fattori tecnici e medici, tra cui:

  • L’evoluzione clinica del membro dell’equipaggio interessato;
  • La logistica di rientro con la navetta Crew Dragon attualmente attraccata alla ISS;
  • La necessità di mantenere la continuità operativa a bordo con gli astronauti rimasti.

Equipaggio attuale della ISS: Crew-11 e altri residenti

Oltre ai quattro membri di Crew-11, attualmente vivono e lavorano sulla Stazione altri tre astronauti, giunti a bordo con una capsula russa Soyuz il 27 novembre 2025:

  • Christopher Williams – NASA
  • Sergey Kud-Sverchkov – Roscosmos
  • Sergei Mikayev – Roscosmos

L’equipaggio misto permette una copertura continuativa delle operazioni scientifiche e tecniche a bordo della stazione, ma la riduzione temporanea del personale operativo potrebbe richiedere una ricalibrazione dei compiti prioritari.

Il ruolo della Crew Dragon in un eventuale rientro anticipato

La capsula Crew Dragon di SpaceX, utilizzata per il trasporto di Crew-11, è progettata per restare attraccata alla ISS per tutta la durata della missione, fungendo anche da veicolo di evacuazione in caso di emergenze.

In base agli attuali protocolli, l’intero equipaggio Crew-11 può effettuare il rientro in sicurezza con la stessa capsula, senza la necessità di ulteriori lanci da Terra. Questo rende tecnicamente fattibile un rientro anticipato, qualora le condizioni mediche lo rendano necessario.

La procedura richiede però:

  • Analisi meteo dettagliate per identificare una finestra sicura di rientro e ammaraggio;
  • Coordinamento con la rete globale di supporto al recupero, inclusa la US Navy per le operazioni in mare;
  • Verifica di tutti i sistemi vitali della capsula, rimasta in modalità standby dallo scorso agosto.

Implicazioni operative e scientifiche per la missione Crew-11

Durante i cinque mesi trascorsi a bordo, l’equipaggio Crew-11 ha partecipato a un ampio spettro di attività scientifiche, esperimenti in microgravità, manutenzioni strutturali e attività extraveicolari. Alcune attività programmate per le ultime settimane della missione potrebbero subire un ridimensionamento o uno slittamento temporale.

Tra le attività potenzialmente coinvolte:

  • Aggiornamenti ai sistemi di gestione dell’energia della stazione;
  • Test biologici relativi all’adattamento umano alla microgravità;
  • Monitoraggio di materiali e tessuti esposti allo spazio aperto.

Un rientro anticipato comporterebbe una ridefinizione delle priorità scientifiche e logistiche per garantire il mantenimento delle funzioni critiche della stazione.

Protocollo medico per astronauti a bordo della ISS

L’ISS dispone di strumentazioni mediche avanzate, supporto remoto con specialisti terrestri e linee guida per la gestione di emergenze cliniche. Ogni membro dell’equipaggio riceve addestramento sanitario avanzato, e la capsula Crew Dragon è attrezzata per il trasporto sicuro anche in caso di condizioni mediche sensibili.

Tuttavia, alcune situazioni possono richiedere il ritorno anticipato per:

  • Limitazioni diagnostiche in microgravità;
  • Necessità di interventi terapeutici non disponibili a bordo;
  • Prevenzione di aggravamenti legati alla permanenza prolungata nello spazio.

Il fatto che la NASA abbia già attivato un protocollo di monitoraggio suggerisce che, pur in assenza di emergenza, l’eventualità di un deterioramento clinico non possa essere esclusa.

Prossimi aggiornamenti e monitoraggio costante

La NASA ha annunciato che ulteriori dettagli verranno forniti entro le successive 24 ore, in base all’evoluzione della situazione e alle analisi mediche in corso.

La struttura decisionale coinvolge non solo la NASA, ma anche le agenzie spaziali partner: Roscosmos, JAXA e SpaceX, ciascuna responsabile di componenti operativi e sanitari della missione.

L’eventuale modifica alla timeline del rientro sarà comunicata pubblicamente una volta completata la valutazione di tutti i fattori tecnici e clinici.