Eclissi solare del 12 agosto 2026: guida completa a orari, percorso e visibilità in Italia

Eclissi solare totale del 12 agosto 2026: percorso della totalità, orari e percentuali città per città in Italia, come osservarla in sicurezza.

29 luglio 2026 09:59
Eclissi solare del 12 agosto 2026: guida completa a orari, percorso e visibilità in Italia - Canva
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Mercoledì 12 agosto 2026, mentre buona parte d'Europa si prepara a un tramonto d'agosto come tanti altri, la Luna si infilerà esattamente tra la Terra e il Sole lungo una fascia sottile che parte dalla Siberia artica e finisce sulle Isole Baleari. Sarà la prima eclissi solare totale visibile dall'Europa dal 1999, un intervallo di ventisette anni che rende l'evento un appuntamento più unico che raro per chi vive nel continente.

Non tutti però vedranno la stessa cosa; infatti, chi si troverà nella stretta fascia di totalità assisterà a un buio quasi notturno nel cuore della sera, mentre il resto d'Europa, Italia compresa, osserverà soltanto un morso più o meno profondo nel disco solare.

Cos'è un'eclissi solare totale e perché questa è speciale

Un'eclissi solare totale nasce da una coincidenza geometrica che ha del sorprendente. La Luna, con un diametro di circa 3.500 chilometri contro i quasi 1,4 milioni del Sole, si trova a una distanza tale dalla Terra (circa 384.000 chilometri) da apparire nel cielo grande quasi esattamente come la nostra stella, che dista invece 150 milioni di chilometri. Quando i tre corpi celesti si allineano con precisione sufficiente, il disco lunare copre per intero quello solare e per pochi minuti, in un corridoio largo poche centinaia di chilometri, scende un buio innaturale in pieno giorno.

L'evento del 12 agosto 2026 appartiene al ciclo di Saros 126 e presenta una magnitudine di 1,0386 con un valore gamma di 0,8977, parametri calcolati dal Goddard Space Flight Center della NASA. Tradotti in termini pratici, questi numeri descrivono un allineamento abbastanza stretto da produrre una fascia d'ombra piuttosto generosa: circa 294 chilometri di larghezza nel punto di massima estensione.

Il percorso della totalità, dall'Artico alle Baleari

L'ombra della Luna comincerà il suo viaggio sulla Terra all'alba, sopra le distese ghiacciate della Russia artica, nei pressi della penisola del Tajmyr e del mare di Laptev. Da lì attraverserà l'oceano Artico con una traiettoria insolita, procedendo da est verso ovest ed evitando di poco il Polo Nord, per poi scendere sulla Groenlandia orientale. Raggiungerà quindi l'Islanda occidentale e infine la Spagna settentrionale, chiudendo il percorso continentale sulle Isole Baleari.

Il momento di massima eclissi, quello in cui la totalità dura più a lungo, cadrà alle 17:47:06 UTC in pieno oceano Atlantico settentrionale, a circa 65,2° di latitudine Nord e 25,2° di longitudine Ovest, in acque internazionali a poche decine di chilometri dalla costa occidentale islandese. In quel punto la totalità durerà due minuti e diciotto secondi, il massimo assoluto raggiungibile lungo l'intero tracciato. Alcune fonti di calcolo, come TheSkyLive, indicano due minuti e venti secondi: la differenza dipende dai modelli di profilo lunare utilizzati e non cambia la sostanza.

Islanda, la meta più suggestiva

Per chi può permettersi un viaggio, l'Islanda rappresenta probabilmente la destinazione più fotogenica dell'intero percorso. L'ombra della totalità attraverserà la parte occidentale dell'isola e coprirà anche la capitale Reykjavík, che vedrà la prima eclissi solare totale islandese dal 30 giugno 1954. Il dato che rende l'appuntamento irripetibile su scala umana riguarda il futuro: la prossima totalità visibile dall'Islanda arriverà soltanto nel 2196.

Il fenomeno inizierà nel tardo pomeriggio locale, intorno alle 16:47, con il picco poco prima delle 17:50 e il Sole già relativamente basso sull'orizzonte occidentale, sopra ghiacciai e colate laviche. Il meteo del Nord Atlantico resta però la variabile più imprevedibile della spedizione, tanto che chi organizza un viaggio dedicato tende a lasciarsi margine per spostarsi lungo la costa all'ultimo momento, in cerca di uno squarcio di cielo sereno.

Spagna, il paese più fortunato d'Europa continentale

Se l'Islanda offre lo scenario più remoto, la Spagna resta la scelta più accessibile per chi parte dall'Italia. La fascia di totalità entrerà nella Penisola Iberica dalla costa atlantica e la attraverserà da nord-ovest a sud-est, sfiorando anche una piccola porzione del Portogallo nord-orientale. Vedranno la totalità città come La Coruña, Bilbao, Burgos, Saragozza, Valencia e Palma di Maiorca, mentre due delle metropoli più popolate del paese resteranno appena fuori dal cono d'ombra. Secondo i calcoli riportati da Star Walk, a Madrid il Sole risulterà coperto per circa il 99,98% e a Barcellona per circa il 99,85%: percentuali altissime che però non equivalgono alla totalità, perché anche un residuo minimo di fotosfera visibile impedisce di osservare la corona.

Il massimo spagnolo si verificherà intorno alle 20:00 ora italiana, con il Sole a poco più di un'ora dal tramonto. L'ultima eclissi solare totale osservata in Spagna risale al 30 agosto 1905, oltre un secolo fa, e seguì un percorso per certi versi simile. La sorpresa, per chi si perdesse l'evento del 2026, è che non dovrà attendere altri cent'anni: la prossima totalità spagnola cadrà meno di dodici mesi dopo, il 2 agosto 2027.

L'Italia e l'eclissi parziale, orari e percentuali

Dal territorio italiano l'eclissi del 12 agosto 2026 non raggiungerà mai la totalità. Il fenomeno inizierà tra le 19:27 e le 19:38 a seconda della località, come riportato da Geopop sulla base dei calcoli standard, e si svilupperà mentre il Sole sarà già molto vicino all'orizzonte occidentale. La fase massima a livello continentale cadrà attorno alle 19:46 ora italiana, un orario che nella maggior parte delle città coinciderà quasi con il tramonto.

Nord Italia e Sardegna, le percentuali più alte

La copertura del disco solare non sarà affatto uniforme lungo la Penisola. Le percentuali più elevate si registreranno nel Nord-Ovest e nella Sardegna nord-occidentale, con un massimo attorno al 97,6% nella zona dell'Asinara e circa il 94,9% nell'area di Ventimiglia. Chi osserverà il tramonto da queste zone vedrà il Sole ridotto a una falce sottilissima, in una condizione di luce che ricorda la totalità senza raggiungerla davvero.

Anche Genova, Torino, Bologna, Milano e Venezia rientrano tra le città dove l'oscuramento sarà profondo, sempre con il vincolo di un Sole molto basso al momento del massimo. Per questo motivo, in tutto il Nord la scelta del punto di osservazione conta quasi quanto l'orario: serve un orizzonte completamente libero verso ovest o ovest-nord-ovest, senza rilievi, edifici o alberature a tagliare gli ultimi minuti utili. Le indicazioni diffuse dall'Unione Astrofili Italiani e riprese da Adnkronos suggeriscono in particolare la costa del Tirreno nord-occidentale e la costa occidentale della Sardegna.

Centro e Sud Italia, numeri più contenuti

Scendendo lungo lo Stivale la copertura si riduce progressivamente. A Napoli il massimo si verificherà verso le 20:02, con circa il 45,8% del disco solare coperto, pochi minuti prima del tramonto effettivo. Nel Salento la percentuale scende fino a circa il 20%, un valore che rende l'eclissi visibile ma decisamente meno scenografica rispetto al Nord. In Sicilia il fenomeno resterà osservabile solo nelle fasi immediatamente precedenti al tramonto.

Chi vive nel Mezzogiorno e vuole vivere un'esperienza più intensa senza spostarsi all'estero ha comunque un motivo per guardare al calendario dell'anno successivo. Il 2 agosto 2027 il percorso della prossima eclissi totale sfiorerà le coste meridionali italiane e, al largo di Lampedusa, sarà possibile osservare il 100% dell'oscuramento.

Come osservare l'eclissi in sicurezza

Rappresentazione di un'eclissi totale di Sole
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Va detto con chiarezza, perché è il punto su cui si concentrano gli incidenti più facilmente evitabili. Il Sole non va mai guardato direttamente senza una protezione adeguata, nemmeno durante una fase parziale e nemmeno quando la copertura supera il 90%. Fissare il disco solare mentre è parzialmente nascosto dalla Luna può provocare danni permanenti alla retina, spesso senza dolore immediato in quanto l'occhio non avverte alcun segnale d'allarme nel momento esatto in cui il danno si sta producendo.

Per osservare il fenomeno servono occhiali certificati secondo la norma ISO 12312-2, comunemente venduti come occhiali da eclissi. I normali occhiali da sole, anche i modelli più scuri e costosi, non offrono una protezione sufficiente e vanno esclusi senza eccezioni, così come pellicole fotografiche, vetri affumicati e CD, rimedi improvvisati che circolano ancora e che non filtrano l'infrarosso. Chi utilizza binocoli, telescopi o teleobiettivi deve montare un filtro solare omologato davanti all'obiettivo, mai dietro l'oculare.

L'unico momento in cui si può guardare a occhio nudo è quello dei pochi minuti di totalità, e soltanto all'interno della fascia d'ombra. Appena riappare anche un filo di fotosfera, la protezione torna indispensabile. In Italia, dove la totalità non si verificherà in alcun punto del territorio, gli occhiali certificati servono per tutta la durata del fenomeno.

Cosa succede davvero durante un'eclissi totale

Per la comunità scientifica ogni eclissi totale è un esperimento naturale su scala planetaria che si ripete raramente in condizioni utili. Nei pochi minuti di oscuramento la temperatura scende in modo percepibile, il vento cambia direzione e intensità, e il cielo assume un crepuscolo dai toni metallici che permette di osservare la corona solare, l'atmosfera esterna della stella normalmente invisibile a causa della luce del disco.

Gli effetti non si limitano all'atmosfera, flora e fauna reagiscono quasi immediatamente al falso tramonto. Uccelli che rientrano ai posatoi, insetti notturni che iniziano a emettere, fiori che avviano la chiusura. Sul fronte energetico la produzione fotovoltaica crolla nel giro di pochi minuti lungo tutta l'area interessata, costringendo i gestori delle reti elettriche a predisporre in anticipo misure di compensazione. È un dettaglio che racconta bene quanto, in un sistema energetico sempre più dipendente dal Sole, un fenomeno astronomico prevedibile con secoli di anticipo richieda oggi una pianificazione operativa concreta.

Durante la totalità diventano visibili anche pianeti e stelle che di giorno restano annegati nella luce solare. In Spagna, con l'eclissi che si verificherà circa un'ora prima del tramonto, Mercurio e Giove appariranno molto bassi al di sotto del Sole eclissato, mentre Venere brillerà alta a sud-ovest con Spica a est. Arturo sarà alto verso sud e il Triangolo Estivo occuperà la porzione alta del cielo a oriente. Un cielo momentaneamente notturno che convive con l'ultima luce del giorno all'orizzonte.

Numeri, contesto e un dettaglio poco noto

Circa quindici milioni di persone vivono all'interno della fascia di totalità, secondo le stime basate sulla geometria NASA. È un numero relativamente contenuto rispetto ad altre eclissi che negli anni recenti hanno attraversato aree densamente popolate del Nord America, ma sufficiente a fare dell'evento un caso di studio per protezione civile, gestione del traffico e ricettività turistica nelle regioni spagnole e islandesi coinvolte, dove le prenotazioni alberghiere risultano in molte località esaurite da mesi.

Sul piano tecnico il ciclo di Saros 126 a cui appartiene questa eclissi continuerà a produrre eventi analoghi nei decenni successivi, ciascuno spostato di circa un terzo di giro rispetto al precedente lungo la superficie terrestre. È la ragione per cui lo stesso Saros può toccare l'Europa nel 2026 e regioni completamente diverse del pianeta nelle sue manifestazioni successive.

Un particolare che sfugge spesso a chi si prepara a osservare l'evento dall'Italia riguarda la forma delle ombre. Nelle fasi di copertura elevata, la luce che filtra tra le foglie di un albero proietta a terra centinaia di piccole falci luminose anziché le consuete macchie tonde: ogni interstizio del fogliame funziona come un foro stenopeico e riproduce l'immagine del Sole parzialmente occultato. Con coperture superiori al 90%, come al Nord-Ovest, il fenomeno diventa particolarmente evidente su muri chiari e pavimentazioni, e resta uno dei pochi modi di osservare l'eclissi in totale sicurezza, guardando in basso invece che in alto.

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