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Eclissi solare del 12 agosto 2026: orari e percentuali di oscuramento città per città in Italia
Eclissi solare del 12 agosto 2026: orari e percentuali di oscuramento città per città in Italia
Eclissi del 12 agosto 2026: orari e percentuali di oscuramento città per città in Italia, dal 98% dell'Asinara al 20% di Catania.
Mercoledì 12 agosto la Luna si sovrappone al disco solare per un'ora e mezza abbondante, e dall'Italia lo fa in una condizione scomoda quanto insolita: il fenomeno comincia con il Sole a pochi gradi sull'orizzonte occidentale e finisce, in gran parte del Paese, quando il Sole è già scomparso. Il primo contatto tra i due dischi si verifica tra le 19:26 di Bolzano e le 19:42 di Lampedusa. Da lì in poi tutto dipende da due variabili che i titoli tendono a confondere: quanto Sole viene coperto e quanto di quella copertura resta effettivamente sopra la linea dell'orizzonte.
La fascia di totalità passa altrove. Attraversa l'Artico russo, la Groenlandia e l'Islanda, entra nella Penisola Iberica dalla costa atlantica e la percorre in diagonale verso sudest, con il picco spagnolo intorno alle 20:30 ora italiana. Il massimo globale dell'eclissi cade alle 19:47 CEST in pieno oceano Atlantico, dove la fase totale dura due minuti e diciotto secondi. Dall'Italia non esiste nessun momento e nessun luogo in cui il Sole sia completamente coperto, e nessun momento in cui sia lecito guardarlo senza filtro.
Massimo assoluto e massimo osservabile: perché le percentuali non coincidono
Chi confronta due fonti diverse trova numeri diversi per la stessa città, con scarti che a Roma superano i dieci punti percentuali. La spiegazione sta nella definizione usata. Il massimo assoluto è il momento in cui la Luna copre la frazione più grande del disco solare secondo la geometria del sistema, indipendentemente da dove si trovi il Sole rispetto all'orizzonte locale. Il massimo osservabile è il valore più alto raggiunto mentre il Sole è ancora sopra la linea dell'orizzonte, quindi mentre lo si può ancora vedere.
Al Nordovest le due grandezze coincidono o quasi, perché il Sole tramonta dopo il picco. Dalla Toscana in giù divergono, e la divergenza cresce mano a mano che si scende verso sudest: il Sole si corica sempre prima e l'eclissi si approfondisce sempre più tardi. A Bari il massimo geometrico arriva alle 20:23, ventinove minuti dopo che il Sole è sparito dietro l'orizzonte. I valori riportati qui sotto sono ricalcolati con effemeridi astronomiche per il centro di ciascuna località a quota del mare, e restituiscono il massimo osservabile salvo indicazione contraria.
Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria: i valori più alti della penisola
A Torino l'eclissi comincia alle 19:28 e culmina alle 20:21 con il 93,3% del disco coperto, con il Sole a due gradi e mezzo di altezza. Il tramonto arriva alle 20:39, quando la copertura è scesa al 57,7%: nemmeno da qui si vede la fase finale, che si chiude alle 21:12 con il Sole già sotto l'orizzonte da mezz'ora. Aosta parte alle 19:27 e raggiunge il 92,7% alle 20:21, con il vantaggio dell'altezza solare più favorevole del Nord, quasi tre gradi, e del tramonto più tardivo, alle 20:42.
La Liguria di ponente concentra il primato continentale italiano. Ventimiglia arriva al 94,8% alle 20:23, Imperia al 94,5% allo stesso orario, Genova al 93,6% alle 20:22 con il Sole a un solo grado di altezza sul mare aperto. Il litorale ligure ha in questo caso un doppio vantaggio: percentuali elevate e un orizzonte marino verso ponente che nessun rilievo interrompe.
Lombardia, Triveneto ed Emilia
Milano comincia alle 19:28 e tocca il 92,3% alle 20:20, con tramonto alle 20:34 e un residuo del 66,4% ancora visibile in quel momento. Bologna arriva al 92,6% alle 20:21, appena due minuti prima di perdere il Sole. Verona si ferma al 91,7% alle 20:20, Venezia al 91,3% alle 20:19 con il disco praticamente appoggiato sull'orizzonte, Trento al 91,0% alle 20:19 e Bolzano al 90,4% alle 20:18.
Trieste è il primo caso in cui la distinzione tra le due misure inizia a pesare: il massimo geometrico varrebbe il 90,6% alle 20:18, ma il Sole tramonta alle 20:16 e il valore realmente osservabile scende all'89,0%. Uno scarto piccolo, che a poche centinaia di chilometri di distanza diventa decisivo.
Toscana
La costa tirrenica settentrionale resta in una posizione buona. Livorno raggiunge il 94,1% alle 20:23 e Pisa il 93,9% alle 20:22, entrambe con tramonto alle 20:25 e orizzonte marino libero. Firenze arriva al 93,3% alle 20:21, un minuto prima del tramonto locale, con un massimo assoluto del 93,5% che va perduto per questione di secondi. Il valore dell'83,4% attribuito a Firenze da diverse fonti non corrisponde a nessuna delle due grandezze e conviene trattarlo con cautela.
Sardegna: l'Asinara è il punto migliore d'Italia
L'isola offre le condizioni più favorevoli del territorio nazionale. Nel settore nordoccidentale la copertura sfiora il 98%: l'area dell'Asinara raggiunge il 97,97% alle 20:27, con il tramonto alle 20:28, quindi con il massimo interamente visibile e un Sole ridotto a un filo di luce sul mare. Alghero arriva al 97,7% alle 20:27 e Sassari al 97,2% alle 20:26.
Il quadro cambia scendendo verso sud e verso la costa orientale. Olbia osserva il 91,2% alle 20:23 contro un massimo geometrico del 97,7% che il tramonto le sottrae. Cagliari paga il conto più salato dell'isola: il massimo assoluto tocca il 99,8% alle 20:29, valore da record, ma il Sole tramonta alle 20:21 e l'osservabile si ferma all'80,5%. Chi si trova nel Sulcis o nel Cagliaritano ha davanti un'eclissi profonda, non quella che i numeri assoluti prometterebbero.
Centro Italia: il tramonto taglia l'eclissi a metà
Dalla dorsale appenninica verso l'Adriatico la forbice tra le due misure si allarga in modo netto. A Perugia l'eclissi inizia alle 19:31 e il valore osservabile arriva all'83,4% alle 20:16, esattamente all'ora del tramonto, mentre la geometria avrebbe portato il picco al 94,0%. Ancona si ferma al 77,8% alle 20:12 contro un massimo assoluto del 93,0%.
A Roma il primo contatto è alle 19:33. Il Sole tramonta alle 20:13 con il 72,8% del disco coperto, che rappresenta il massimo visibile dalla capitale; il picco geometrico del 95,5% cade undici minuti dopo, con il Sole sotto l'orizzonte. Le percentuali comprese tra il 58% e il 69% che circolano per Roma nascono da questa ambiguità, combinata con criteri diversi sull'istante esatto del tramonto e sulla rifrazione atmosferica.
Sul versante adriatico i valori si abbassano ulteriormente. L'Aquila osserva il 67,8% alle 20:10, Pescara il 61,8% alle 20:07. In entrambi i casi il massimo assoluto supererebbe il 94%, e in entrambi i casi resta sulla carta.
Sud e isole: la totalità che nessuno potrà vedere
Qui si arriva al dato più curioso di tutta l'eclissi italiana. A Napoli il Sole tramonta alle 20:04 con il 48,4% del disco coperto, mentre il massimo geometrico del 96,4% cade alle 20:25. Salerno osserva il 43,8% alle 20:01, Potenza il 34,7% alle 19:57, Bari il 30,6% alle 19:54, Lecce appena il 16,2% alle 19:47. In Calabria il morso è ancora più leggero: 18,6% a Catanzaro alle 19:51 e 19,5% a Reggio Calabria alle 19:53.
La Sicilia presenta la situazione più paradossale del Paese. Palermo vede il 35,7% alle 20:02 e Catania il 20,3% alle 19:54, valori modesti. Il cono d'ombra lunare, però, continua la sua corsa oltre la linea del tramonto e alle 20:29 la sua prosecuzione geometrica attraversa la Sicilia occidentale: se la Terra fosse trasparente, da Palermo si vedrebbe una vera eclissi totale. La fascia di totalità reale si esaurisce sul Mediterraneo occidentale, dove l'ombra abbandona la superficie terrestre, e la Sicilia resta fuori per la ragione più semplice possibile. Il Sole, da lì, è già andato via. Lampedusa osserva il 25,4% alle 20:01 con un massimo geometrico del 99,3%, e sarà interessante ricordarselo tra un anno, quando il 2 agosto 2027 la totalità passerà davvero sull'isola.
L'orizzonte occidentale conta più della percentuale
Un dato al 93% non garantisce niente. Con il Sole tra uno e tre gradi di altezza, qualunque cosa si trovi in direzione ovest o ovest nordovest diventa un ostacolo: un palazzo di quattro piani a duecento metri, una collina boscosa, un crinale a venti chilometri. Da una strada cittadina l'eclissi del 12 agosto semplicemente non si vede, a qualunque ora si alzi lo sguardo. L'Istituto Nazionale di Astrofisica ha affrontato il problema pubblicando mappe di visibilità costruite sul modello digitale di elevazione TinItaly 1.1 dell'INGV, che per ogni punto del territorio calcolano se il Sole eclissato risulti effettivamente sopra il profilo dei rilievi o già nascosto dietro di essi.
Le posizioni utili sono spiagge esposte a ponente, promontori, terrazze panoramiche, valichi e crinali con visuale aperta verso il mare o la pianura. Vale anche il ragionamento inverso sulla quota: salendo, il Sole tramonta più tardi e il massimo osservabile si alza. Da un rifugio a duemila metri il tramonto arriva alcuni minuti dopo rispetto al fondovalle, e in quei minuti l'eclissi si approfondisce ancora, purché la vista verso ovest non sia bloccata da una cresta.