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Sciato, turista italiana travolta dal getto dei motori in decollo
Sciato, turista italiana travolta dal getto dei motori in decollo
Il 10 agosto una turista italiana di 52 anni è caduta a Sciato travolta dal getto dei motori. Tre giorni dopo un secondo ferimento.
Emorragia subaracnoidea e due fratture craniche per la 52enne, una seconda italiana ferita tre giorni dopo.
Una turista italiana di 52 anni è ricoverata in Grecia dopo essere stata scaraventata a terra dal flusso d'aria dei motori di un aereo in partenza dall'aeroporto di Sciato. L'episodio risale alle 13.15 del 10 agosto, nell'area che costeggia la testata della pista dello scalo Alexandros Papadiamantis, dove ogni estate decine di persone si fermano dietro al muretto di confine per guardare gli aerei da pochi metri. La donna ha perso l'equilibrio ed è caduta battendo la testa sulla superficie dura.
Soccorsa e portata al centro sanitario dell'isola per una TAC, è stata poi trasferita in elicottero all'ospedale di Volos e infine al policlinico universitario di Larissa, dotato della neurochirurgia che a Sciato non esiste. Gli accertamenti hanno mostrato un'emorragia subaracnoidea e due fratture del cranio, secondo quanto riferito dall'emittente pubblica greca ERT. L'11 agosto la donna risultava cosciente e non intubata, in condizioni serie ma stabili. Tre giorni più tardi, il 13 agosto intorno a mezzogiorno, una seconda turista italiana di circa 50 anni è finita a terra nello stesso punto e si è fratturata un braccio.
Quanta aria muove un motore a reazione dietro di sé
Il fenomeno ha un nome tecnico, jet blast, e indica la corrente d'aria ad alta velocità che un motore a reazione lascia dietro di sé. La spinta nasce dall'accelerazione all'indietro di una massa d'aria, quindi il getto in uscita dall'ugello viaggia a centinaia di chilometri orari e perde velocità con lentezza man mano che ci si allontana dalla coda. La documentazione Boeing per la pianificazione aeroportuale indica che già oltre i 56 km/h il getto solleva oggetti sciolti dalla pavimentazione e può ferire il personale a distanze considerevoli dall'aereo.
Il regime di spinta cambia le distanze in gioco. Alla spinta di sgancio, quella minima che serve a mettere in movimento un aereo fermo, l'area di rischio resta di alcune decine di metri. Alla spinta di decollo si estende per centinaia di metri dietro la coda, e i costruttori la pubblicano nei manuali di pianificazione sotto forma di curve di isovelocità. Una pista di 1.628 m come quella di Sciato lascia poco margine per le spinte ridotte che si usano sugli scali lunghi, quindi la potenza sale già al punto di allineamento.
La lesione grave, in questi casi, arriva quasi sempre dalla caduta. L'aria toglie l'appoggio in una frazione di secondo, il corpo va a terra senza il tempo di proteggersi e l'impatto avviene su asfalto o cemento. A questo si aggiungono la sabbia e la ghiaia che il getto trasforma in proiettili, un rischio che riguarda anche chi si trova più lontano dell'infortunato.
Perché la pista finisce a pochi metri dalla strada
Lo scalo di Sciato ha una sola pista, la 01/19, lunga 1.628 m e larga 30 m, ricavata su terreno strappato al mare fra l'isola e l'isolotto adiacente e aperta al traffico nel 1972. La geografia non lasciava alternative, e il risultato è una striscia di asfalto con il mare su entrambe le estremità, una strada pubblica e la spiaggia di Xanemos che passano a ridosso della testata sud, una condizione che ricorre in altri scali insulari europei con piste corte. Nel 2024 lo scalo ha registrato 600.786 passeggeri e 5.149 movimenti, secondo i dati di Fraport Greece, che lo gestisce in concessione dal 2015.
Il punto non è privo di segnalazioni. Sul lato della strada ci sono cartelli di pericolo, un muretto perimetrale e un semaforo che ferma il traffico durante le operazioni. Il sindaco di Sciato, Thodoris Tzoumas, ha dichiarato a iefimerida che sono stati fatti interventi insieme a Fraport e agli altri enti competenti per rendere chiaro ai visitatori che non devono restare in quel punto quando un aereo è in movimento. La contromisura ingegneristica standard per il jet blast è invece il deflettore, una barriera che devia il getto verso l'alto, prevista dalle norme aeroportuali dove la valutazione del rischio la richiede.
Non è la prima volta che quel tratto produce un ferito. Nel luglio 2022 una cittadina britannica di 61 anni cadde dalla terrazza su cui era salita per filmare e riportò lesioni cerebrali. La procura di Volos aprì un accertamento. Restano diversi elementi non confermati sui due episodi di agosto. Non sono stati resi noti il tipo di aereo né la compagnia, non è stata chiarita la posizione esatta delle due donne rispetto al muretto, non risulta comunicato l'esito delle verifiche delle autorità greche e le condizioni della 52enne non sono state aggiornate dopo l'11 agosto. Le informazioni di questo articolo sono aggiornate al 25 agosto.