Scie di stelle sui baobab: Stefano Pellegrini vince importante premio di fotografia

Stefano Pellegrini vince la categoria Skyscapes del premio di Greenwich con le scie stellari sui baobab del Botswana

21 settembre 2026 11:45
Scie di stelle sui baobab: Stefano Pellegrini vince importante premio di fotografia - Canva
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L'astrofotografo milanese Stefano Pellegrini ha vinto la categoria Skyscapes, quella dedicata ai paesaggi in cui il cielo notturno o crepuscolare occupa la scena, dello ZWO Astronomy Photographer of the Year, il concorso di fotografia astronomica del Royal Observatory di Greenwich. L'immagine premiata, Botswana Star Trail, mostra le scie colorate lasciate dalle stelle sopra i rami dei baobab del Nxai Pan National Park, ed è stata scattata il 24 agosto 2025.

I vincitori sono stati annunciati il 17 settembre in una cerimonia online. All'edizione, la diciottesima, sono arrivate quasi 4.000 immagini da 769 partecipanti. Il titolo assoluto, con un premio di 10.000 sterline, è andato al kuwaitiano Ali Alobaidly per una fotografia della nebulosa Squalo. Va segnalata una discrepanza nelle cronache italiane, che indicano l'edizione come 2027 riprendendo un lancio di agenzia, mentre il Royal Observatory la numera come 2026.

Come 340 fotografie diventano una sola scia

Una star trail, o scia stellare, non si ottiene con una posa unica lunghissima. La fotocamera resta immobile e scatta in sequenza per ore, e in ogni singolo fotogramma le stelle restano quasi puntiformi. Da uno scatto all'altro la rotazione terrestre, circa 15 gradi all'ora, le sposta di poco, e la sovrapposizione in post produzione salda quei punti in archi concentrici attorno al polo celeste. Le quattro ore di ripresa di Pellegrini corrispondono a un arco di circa 60 gradi per ogni stella.

Nella scheda della categoria pubblicata dal Royal Observatory, il fotografo racconta di aver appoggiato la macchina quasi a terra, puntata verso l'alto, per inquadrare l'intreccio dei rami, e di averla lasciata lavorare per tutta la notte. Il conteggio verificato il mattino dopo era di 340 fotografie in quattro ore. Una volta unite, le tracce coprivano ogni porzione di inquadratura.

Il colore di ciascuna scia dipende dalla temperatura superficiale della stella che l'ha prodotta, dall'azzurro delle più calde all'arancione delle più fredde. Nell'immagine premiata le tinte sono spinte oltre il naturale per scelta dell'autore, che dichiara di aver lavorato su esposizione e saturazione fino a un risultato che definisce lui stesso quasi psichedelico. È un intervento di post produzione, non un dato fotometrico.

Perché quel cielo e non uno italiano

Il giurato Alan Sparrow ha indicato il luogo come il vantaggio decisivo dello scatto, perché l'assenza di inquinamento luminoso, cioè della luce artificiale che schiarisce il fondo del cielo notturno, lascia emergere un numero di stelle molto più alto. Il Nxai Pan si trova a circa 20 gradi di latitudine sud, dove il perno apparente della rotazione è il polo celeste australe, privo di una stella brillante paragonabile alla Polare.

Il divario con l'Europa ha una misura pubblicata. L'atlante mondiale della luminosità artificiale del cielo, uscito su Science Advances a firma di Fabio Falchi e colleghi, stima che la Via Lattea sia invisibile dal luogo di residenza per circa il 60% degli europei, e colloca Italia e Corea del Sud come i territori più inquinati dalla luce tra i paesi del G20. I dati risalgono al 2016 e combinano rilevazioni satellitari VIIRS con oltre 35.000 misure di brillanza raccolte a terra, quindi fotografano una situazione che nel frattempo si è modificata con la diffusione dell'illuminazione a LED.

La fotografia è esposta da venerdì 18 settembre insieme alle altre selezionate, 100 immagini in totale, nella mostra allestita al National Maritime Museum di Londra.

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