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Chinook dell’Esercito caduto in Bosnia: ultimi aggiornamenti
Chinook dell’Esercito caduto in Bosnia: ultimi aggiornamenti
Il CH-47 Chinook dell’Esercito è caduto a Brčko in addestramento EUFOR. Quattro morti, 11 feriti, indagini aperte sulle cause.
Un elicottero CH-47 Chinook dell'Esercito italiano è precipitato giovedì 29 ottobre, intorno alle 16 ora locale, a Gorice, nel distretto di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina. A bordo c'erano 15 persone, tutte italiane. Quattro sono morte, le altre undici sono ferite e secondo il ministero della Difesa nessuna è in pericolo di vita. L'elicottero volava per EUFOR Althea, la missione militare dell'Unione Europea in Bosnia, e secondo il comando della missione stava svolgendo un addestramento di routine.
Alle 9.15 di venerdì 30 ottobre, ora dell'ultimo aggiornamento di questo articolo, le cause non sono ancora accertate. L'ambasciatrice italiana Sarah Castellani, arrivata sul posto in serata, ha collocato l'incidente subito dopo il decollo dall'aeroporto di Brčko. Le vittime sono i sergenti dell'Aviazione dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, del 1° reggimento Antares di Viterbo, e due militari del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci. Indagano sia EUFOR sia la Difesa.
Che elicottero era e cosa si è ricostruito nelle prime ore
Il Chinook era arrivato in Bosnia mercoledì mattina da Viterbo, dopo uno scalo all'aeroporto militare di Pratica di Mare. Le note ufficiali non ne indicano la versione; il sito specializzato ItaMilRadar lo identifica come ICH-47F con matricola MM81782, uno dei due Chinook schierati per la missione. È la variante italiana del CH-47F, ordinata in 16 esemplari, con fusoliera costruita da Boeing a Ridley Park, in Pennsylvania, e assemblaggio finale a Vergiate nello stabilimento dell'allora AgustaWestland, oggi Leonardo. Le consegne sono andate dal 2014 al 2017 e hanno sostituito i CH-47C in servizio dal 1973.
La macchina ha due rotori principali in tandem che girano in senso opposto, così le coppie si annullano e non serve il rotore di coda: è la configurazione che distingue gli elicotteri da trasporto pesante a doppio rotore. Secondo il comunicato di consegna di Leonardo l'ICH-47F ha un peso massimo al decollo di 23 t, due turbine Honeywell T55-GA-714A, comunicazioni cifrate, un sistema di autoprotezione e un collegamento dati tattico. Porta una trentina di militari equipaggiati oppure carichi appesi al gancio esterno.
Il bilancio è cambiato nel corso della serata. Le autorità locali avevano parlato prima di tre morti e dodici feriti; il portavoce dell'ospedale di Brčko, Salih Ibrahimbegović, ha poi spiegato all'emittente irlandese RTÉ che una quarta persona è morta dopo il ricovero. I feriti sono ricoverati a Brčko e a Tuzla, dove la Difesa ha inviato medici militari italiani. Alcuni testimoni hanno descritto un volo a bassa quota con diverse virate prima dell'impatto, e un breve video diffuso sui social, non verificato, mostra l'elicottero ruotare su se stesso mentre perde quota.
Cosa non è ancora confermato e cosa succede adesso
Non c'è una dinamica ufficiale. Il Post riporta condizioni meteo buone, con vento sotto i 5 km/h, e una fusoliera spezzata in tre parti all'impatto. Due ipotesi circolano senza conferme. La Difesa ha parlato al Corriere della Sera della possibilità di un guasto tecnico, mentre il Messaggero cita tra le piste un contatto con i cavi dell'alta tensione. Restano non ufficiali anche la versione e la matricola del velivolo, oltre all'autenticità del video.
Nel suo comunicato sull'incidente di Gorice EUFOR ha annunciato un'indagine completa, ha precisato che non ci sono civili feriti né danni a case, strade o veicoli e ha promesso altre informazioni solo dopo averle verificate. La missione è a comando italiano da gennaio, con il generale Maurizio Fronda, e l'Italia schiera circa 320 militari, il contingente più numeroso.
In mattinata il ministro della Difesa Guido Crosetto e il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, raggiungono la Bosnia con altri medici militari specialisti per visitare i feriti. L'inaugurazione del Villaggio Difesa al Circo Massimo, prevista per oggi, è stata annullata, e le iniziative fino al 4 novembre saranno dedicate ai quattro militari morti.