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Il telescopio Swift della NASA cadrà senza controllo verso venerdì
Il telescopio Swift della NASA cadrà senza controllo verso venerdì
Swift, telescopio NASA dei lampi gamma, rientra senza controllo intorno al 6 novembre. Dove può cadere e cosa sopravvive.
Il Neil Gehrels Swift Observatory, il telescopio della NASA che dal 2004 osservava i lampi di raggi gamma, sta per rientrare nell'atmosfera terrestre in modo incontrollato. La U.S. Space Force, che ne segue la traiettoria, prevede la caduta intorno a venerdì 6 novembre, secondo quanto riportato il 31 ottobre dall'Associated Press. La missione scientifica si è chiusa il 20 ottobre, quando l'osservatorio è sceso a 275 km di quota ed è entrato in modalità di sicurezza.
Gran parte dei circa 1.470 kg del satellite brucerà durante la discesa. Secondo il responsabile scientifico della missione, Brad Cenko del Goddard Space Flight Center, alcuni componenti in tungsteno, un metallo più denso del piombo, e frammenti degli specchi potrebbero arrivare fino alla superficie. Data esatta e zona di caduta non sono ancora confermate, e su oggetti a questa quota le previsioni si spostano anche di giorni con le variazioni della densità atmosferica.
Perché Swift è sceso così in fretta
Swift non ha motori propri e non può correggere l'orbita. Dopo il lancio del 20 novembre 2004 volava intorno ai 600 km, con una missione primaria prevista di due anni. La fase di massimo dell'attività solare, annunciata da NASA e NOAA nell'ottobre 2024, ha riscaldato ed espanso l'alta atmosfera e aumentato la resistenza aerodinamica (il drag) sui satelliti in orbita bassa. A febbraio 2026 la NASA ha sospeso gran parte delle osservazioni e lasciato il telescopio in un assetto a basso attrito, per guadagnare tempo.
Quel tempo serviva a un tentativo di salvataggio. A settembre 2025 la NASA aveva affidato a Katalyst Space Technologies, startup di Flagstaff in Arizona, un contratto da 30 milioni di dollari per costruire LINK, un veicolo robotico che doveva agganciare Swift con tre bracci e spingerlo più in alto con propulsori elettrici. Era il primo tentativo di agganciare con un robot un satellite governativo progettato senza punti di presa, il tipo di operazione su cui si misura il settore dei servizi robotici in orbita. LINK è partito a luglio su un razzo Pegasus XL, ma un guasto al controllo d'assetto lo ha lasciato in rotazione su più assi.
Il 19 agosto NASA e Katalyst hanno rinunciato al rialzo dell'orbita. A inizio settembre LINK si è avvicinato fino a 12-15 km dal telescopio come prova dimostrativa, poi il 25 settembre è rientrato in atmosfera. Swift aveva intanto ripreso le osservazioni, e i puntamenti continui hanno aumentato di nuovo l'attrito. Il 20 ottobre il satellite non riusciva più a compensare il drag e il team operativo della Penn State ha inviato il comando che ha chiuso le operazioni, come ricostruisce la NASA nel blog ufficiale della missione.
Dove può cadere e cosa resta della missione
L'orbita di Swift è inclinata di circa 20 gradi rispetto all'equatore, quindi la traccia al suolo resta dentro una fascia compresa tra 21° nord e 21° sud. È una fascia in gran parte oceanica, che attraversa però zone abitate di Africa, India, Sud-est asiatico, Australia settentrionale e America centrale e meridionale.
La sequenza della disintegrazione segue quella tipica dei rientri incontrollati. Dean Sladen, ingegnere aerospaziale dell'azienda britannica Accu Components, ha spiegato a Space.com che sotto i 120 km la fine arriva in pochi minuti. Pannelli solari e antenne si staccano per primi, mentre intorno ai 78 km si frammenta il corpo principale. Alluminio, cablaggi ed elettronica fondono presto, e i candidati più probabili a sopravvivere sono le sei ruote di reazione, i volani che orientavano il satellite, insieme alle parti ottiche più robuste.
Per i rientri incontrollati la NASA fissa un tetto di rischio di vittime a terra pari a 1 su 10.000. L'agenzia ha definito improbabile un danno a persone, ma non ha pubblicato una valutazione di rischio specifica per Swift.
Resta un archivio pubblico costruito in quasi 22 anni. Secondo la NASA, l'osservatorio ha registrato oltre 2.000 lampi di raggi gamma, ha studiato più di 1.400 supernove e ha fornito dati a circa 7.000 articoli scientifici. La sua caratteristica distintiva era il ripuntamento rapido. Dopo un allarme del Burst Alert Telescope, Swift orientava in pochi minuti i telescopi a raggi X e ultravioletto sulla sorgente e diffondeva le coordinate a Hubble, Webb e agli osservatori a terra.
Domande frequenti
Il rientro di Swift si potrà vedere dall'Italia?
No. L'orbita di Swift è inclinata di circa 20 gradi sull'equatore e il satellite non sorvola mai latitudini superiori ai 21 gradi nord. L'Italia si trova oltre i 35 gradi nord, quindi è fuori dalla traccia al suolo e né la scia luminosa della disintegrazione né eventuali frammenti possono interessare il territorio italiano.
Chi paga se un frammento di Swift causa danni a terra?
La Convenzione sulla responsabilità internazionale per danni causati da oggetti spaziali del 1972 assegna allo Stato di lancio, in questo caso gli Stati Uniti, una responsabilità assoluta per i danni sulla superficie terrestre o ad aerei in volo. La richiesta passa per via diplomatica. L'unico caso applicato finora riguarda il satellite sovietico Kosmos 954, caduto in Canada nel 1978.