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Quanso sarà la prossima eclissi solare parziale in Italia? Prepariamoci per il 2027
Quanso sarà la prossima eclissi solare parziale in Italia? Prepariamoci per il 2027
Il 2 agosto 2027 l'eclissi parziale in Italia: orari città per città, oscuramento fino al 99,7% a Lampedusa e come osservarla in sicurezza.
Il prossimo appuntamento con un'eclissi di Sole visibile dall'Italia cade lunedì 2 agosto 2027, in tarda mattinata. Non sarà una totalità, ma quanto ci si avvicina cambia radicalmente da regione a regione: si passa dal 58 per cento di disco solare coperto nell'estremo nordest a un valore che a Lampedusa sfiora il 99,7 per cento della superficie. Sull'isola più meridionale del paese mancheranno poche centinaia di metri quadrati di fotosfera per vedere la corona solare.
La differenza con l'eclissi del 12 agosto 2026 è tutta nella geometria dell'osservazione. Un anno prima il fenomeno si è consumato a pochi gradi dall'orizzonte occidentale, con il Sole che tramontava mentre la Luna lo mordeva, e chiunque avesse una collina o un banco di nubi a ovest ha perso lo spettacolo. Nel 2027 il Sole sarà alto tra i 49 e i 60 gradi, a seconda della latitudine, in pieno agosto e in pieno giorno.
La data esatta e perché non ci sono occasioni intermedie
L'istante di massima eclissi, quello in cui l'asse del cono d'ombra lunare passa più vicino al centro della Terra, cade alle 10:06:34 UT del 2 agosto 2027, ossia alle 12:06:34 ora italiana. Il punto corrispondente sulla superficie terrestre si trova a 25,5 gradi di latitudine nord e 33,2 gradi di longitudine est, nell'Alto Egitto a poca distanza da Luxor, dove il Sole sarà a 81,7 gradi sull'orizzonte e la fascia d'ombra larga 257,7 chilometri. In Italia il massimo locale arriva prima, tra le 11:06 di Torino e le 11:22 di Lecce.
Tra la fine dell'estate 2026 e quella data non esistono alternative per chi osserva dall'Italia. Il catalogo decennale curato da Fred Espenak per il Goddard Space Flight Center della NASA colloca in mezzo una sola eclissi solare, l'anulare del 6 febbraio 2027, la cui regione di visibilità copre Sud America, Antartide e Africa occidentale e meridionale. L'Europa resta fuori: dall'Italia quel giorno non si vedrà nulla.
Lampedusa a ventidue chilometri dalla totalità
Il caso lampedusano merita precisione, perché diverse ricostruzioni giornalistiche lo hanno raccontato come una totalità. I calcoli condotti sugli elementi besseliani pubblicati dalla NASA collocano il limite settentrionale della fascia di totalità a 35,29 gradi di latitudine nord in corrispondenza della longitudine dell'isola, e a 35 gradi e 21 minuti all'altezza dei 12 gradi e 20 minuti di longitudine est. Il punto della linea di confine più vicino all'abitato dista 22,7 chilometri, che scendono a circa 21 dalla costa meridionale.
Il paragone utile è con l'estensione delle acque territoriali italiane, dodici miglia nautiche pari a 22,2 chilometri. L'ombra della Luna, in altre parole, tocca il mare italiano ma non la terraferma, e lo fa in acque aperte davanti alla costa sud dell'isola. Chi resta a Lampedusa vedrà il 99,3 per cento del diametro solare occultato e il 99,66 per cento della superficie, un valore che l'Osservatorio Astrofisico di Torino definisce lo spettacolo più suggestivo osservabile dal territorio nazionale. Poco più a nordest, sull'isolotto di Lampione, i numeri sono identici; a Linosa il massimo scende al 98,4 per cento.
Quanto conviene spostarsi in mare
Entrare nella fascia non basta per avere un'eclissi memorabile, perché vicino al bordo la totalità dura pochissimo. Dieci chilometri a sud del limite il Sole resta coperto per due minuti e quattordici secondi; a venti chilometri si arriva a tre minuti e sei secondi; a quaranta chilometri la durata sale a quattro minuti e dodici secondi. Vale la pena aggiungere una cautela tecnica che la NASA stessa mette per iscritto: la posizione dei bordi della fascia è accurata entro uno o due chilometri, perché le previsioni non tengono conto del profilo reale del lembo lunare, fatto di monti e valli.
Orari e percentuali città per città
La tabella riporta i tre momenti che contano (primo contatto, massimo, ultimo contatto) in ora legale italiana, insieme alla frazione di superficie solare coperta al culmine. I valori derivano dal calcolo diretto sugli elementi besseliani NASA per il centro di massa lunare.
Località | Inizio | Massimo | Fine | Oscuramento |
|---|---|---|---|---|
Lampedusa | 09:59 | 11:15 | 12:35 | 99,7% |
Linosa | 10:00 | 11:15 | 12:35 | 98,4% |
Pantelleria | 09:59 | 11:13 | 12:32 | 95,6% |
Pozzallo (RG) | 10:03 | 11:18 | 12:38 | 93,5% |
Noto | 10:03 | 11:19 | 12:38 | 92,7% |
Agrigento | 10:01 | 11:16 | 12:35 | 92,4% |
Catania | 10:03 | 11:19 | 12:37 | 90,2% |
Palermo | 10:01 | 11:15 | 12:33 | 89,3% |
Cagliari | 09:56 | 11:08 | 12:25 | 87,8% |
Reggio Calabria | 10:04 | 11:19 | 12:37 | 87,2% |
Napoli | 10:04 | 11:16 | 12:31 | 77,2% |
Lecce | 10:09 | 11:22 | 12:38 | 75,4% |
Roma | 10:02 | 11:13 | 12:27 | 74,3% |
Bari | 10:08 | 11:20 | 12:35 | 73,7% |
Firenze | 10:03 | 11:11 | 12:23 | 67,5% |
Ancona | 10:05 | 11:14 | 12:26 | 66,6% |
Genova | 10:01 | 11:08 | 12:19 | 66,3% |
Bologna | 10:04 | 11:11 | 12:22 | 64,6% |
Torino | 10:00 | 11:06 | 12:16 | 64,3% |
Milano | 10:02 | 11:08 | 12:18 | 61,9% |
Venezia | 10:06 | 11:13 | 12:22 | 60,2% |
Trieste | 10:08 | 11:14 | 12:24 | 58,3% |
Il gradiente segue la distanza dalla fascia d'ombra, non la semplice latitudine. La Sardegna meridionale, per esempio, batte tutta la Puglia: Cagliari arriva all'87,8 per cento contro il 73,7 di Bari, perché il cono d'ombra corre da ovest verso est e passa più a nord nel Mediterraneo occidentale. In Sicilia il primato spetta alla punta sudorientale, tra Pozzallo, Pachino, Noto e Modica, dove si supera il 93 per cento.
Magnitudine e oscuramento raccontano due cose diverse
Le cifre che circoleranno nei mesi precedenti l'evento non coincideranno sempre, e non per errore. La magnitudine di un'eclissi misura la frazione del diametro solare coperta dalla Luna; l'oscuramento misura la frazione di superficie del disco. A Roma la prima vale 0,784 e il secondo 74,3 per cento; a Palermo 0,902 contro 89,3 per cento. Vicino alla totalità il rapporto si inverte: a Lampedusa la magnitudine si ferma a 0,993 mentre l'oscuramento raggiunge 99,66 per cento, perché la falce residua è talmente sottile che la sua area conta meno della sua lunghezza. Chi confronta fonti diverse dovrebbe controllare quale delle due grandezze viene citata.
Un'eclissi di mezzogiorno, con tutti i vantaggi che comporta
Il fattore che rende il 2027 più interessante del 2026 riguarda l'altezza del Sole. In Italia il massimo cadrà con l'astro tra 49 gradi (Torino) e 60 gradi (Reggio Calabria, Lecce) sull'orizzonte, quindi lontano da tetti, alberi, rilievi e dalla foschia densa che si accumula negli strati bassi dell'atmosfera. La durata complessiva del fenomeno oscilla tra due ore e sedici minuti a Torino e due ore e trentasei minuti a Lampedusa, un intervallo abbastanza ampio da organizzare osservazioni pubbliche senza corse contro il tramonto.
Il rovescio della medaglia sta nella statistica meteorologica di inizio agosto sul Mediterraneo, che in genere premia il Sud e le isole, e nel calendario: un lunedì di alta stagione turistica significa traghetti pieni verso le Pelagie e prenotazioni da chiudere con largo anticipo. Lampedusa dispone di poche migliaia di posti letto e nel 2027 potrebbe trovarsi al centro di un flusso internazionale di cacciatori di eclissi.
Quanta luce si perde davvero con il 90 per cento coperto
La percezione umana della luminosità è logaritmica, e questo ridimensiona parecchie aspettative. Con il 90 per cento del disco solare occultato l'illuminazione al suolo scende a circa un decimo del valore normale, un livello che l'occhio interpreta come una giornata nuvolosa: la scena si smorza, i colori perdono saturazione, le ombre restano nitide. Nulla di paragonabile alla notte.
Il crollo arriva negli ultimi punti percentuali. A Lampedusa, con lo 0,34 per cento di fotosfera ancora visibile, la luce residua equivarrà a poche centinaia di volte meno del pieno giorno, in una condizione simile al crepuscolo profondo, con temperatura in calo di qualche grado, vento che cambia direzione e uccelli che rientrano ai posatoi. Restano fuori portata i fenomeni che appartengono soltanto alla totalità: la corona, le protuberanze rosa sul bordo lunare, la comparsa improvvisa delle stelle. Serve entrare nella fascia per quelli, e la fascia resta in mare.
Osservazione sicura: cosa serve e cosa non funziona
Dall'Italia non esisterà nemmeno un istante in cui guardare il Sole a occhio nudo sia sicuro, perché la fase parziale non si interrompe mai. L'unico strumento adeguato, ricorda l'Osservatorio Astrofisico di Torino dell'INAF, sono gli occhiali per eclissi certificati secondo la norma ISO 12312-2, da indossare prima di alzare lo sguardo e da tenere per tutta la durata dell'osservazione. Lo standard, nella formulazione ISO 12312-2:2015, definisce i requisiti dei filtri per l'osservazione solare diretta a occhio nudo.
Occhiali da sole scuri, lastre radiografiche, vetri affumicati, CD, filtri fotografici a densità neutra e pellicole improvvisate non offrono protezione: attenuano la luce visibile in modo insufficiente e lasciano passare infrarosso e ultravioletto, che danneggiano la retina senza provocare dolore, perché la retina non possiede recettori nocicettivi. Gli occhiali certificati, poi, non vanno mai combinati con binocoli, telescopi o teleobiettivi: l'ottica concentra la radiazione a monte del filtro e lo distrugge in pochi istanti. Per gli strumenti servono filtri solari dedicati montati davanti all'obiettivo, mai all'oculare.
Chi vuole coinvolgere bambini e gruppi numerosi può ripiegare sulla proiezione indiretta, dal foro stenopeico su un cartoncino bianco allo specchietto che rimanda l'immagine su una parete in ombra. In occasione dell'eclissi del 2026 l'INAF ha organizzato una diretta insieme all'Unione Astrofili Italiani e all'Associazione dei Planetari Italiani, un formato che verrà con ogni probabilità replicato nel 2027 e che resta la soluzione più semplice per scuole e famiglie.
Saros 136, la famiglia delle eclissi lunghissime
L'eclissi del 2027 appartiene al ciclo di Saros 136, la serie che produce le totalità più durature dell'epoca contemporanea. Ogni membro della famiglia si ripresenta a distanza di diciotto anni e undici giorni: il predecessore diretto è l'eclissi del 22 luglio 2009, la più lunga del ventunesimo secolo con sei minuti e trentanove secondi, e prima ancora quella dell'11 luglio 1991 sul Messico. Il 2 agosto 2027 arriva subito dopo in graduatoria, con sei minuti e ventitré secondi di totalità massima e una magnitudine geocentrica di 1,079, cioè un disco lunare apparente più grande di quello solare del 7,9 per cento.
La durata eccezionale nasce dalla combinazione di tre circostanze. All'inizio di agosto la Terra si trova vicina all'afelio, quindi il Sole appare al minimo del suo diametro annuale; la Luna transita non lontano dal perigeo, quindi appare più grande della media; e la fascia d'ombra attraversa latitudini tropicali, dove la rotazione terrestre trascina l'osservatore nella stessa direzione dell'ombra e ne rallenta la fuga apparente. Una totalità di durata comparabile e altrettanto raggiungibile via terra non è attesa prima del 2114.
Dopo il 2027: cosa aspetta l'Italia
La successiva eclissi solare che interessa l'Europa cade il 26 gennaio 2028, in forma anulare su Spagna e Portogallo. Dall'Italia, segnala l'Osservatorio Astrofisico di Torino, si potrà cogliere soltanto una parziale al tramonto, quindi un fenomeno modesto e difficile. Per rivedere il cono d'ombra sul suolo italiano l'attesa è molto più lunga: il 3 settembre 2081, quando la totalità attraverserà il nordest in tarda mattinata, interessando Friuli Venezia Giulia e parte di Veneto e Trentino.
L'ultima volta risale al 15 febbraio 1961, quando la fascia entrò in Italia dalla Francia meridionale poco dopo le 8:30 e percorse Piemonte meridionale, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Lazio settentrionale prima di proseguire verso i Balcani. Furono circa due minuti di buio, con la vita cittadina sospesa e le scuole in vacanza straordinaria. Tra quella mattina e il 2081 passeranno centoventi anni.
Domande frequenti
Quando sarà la prossima eclissi parziale visibile dall'Italia?
Lunedì 2 agosto 2027. Il fenomeno inizierà tra le 09:56 e le 10:09 secondo la località, con il massimo tra le 11:06 e le 11:22 e la fine tra le 12:16 e le 12:38, ora legale italiana.
Da dove si vedrà meglio?
Da Lampedusa, con il 99,7 per cento della superficie solare coperta, seguita da Linosa (98,4) e Pantelleria (95,6). Sul continente siciliano il valore più alto riguarda la punta sudorientale dell'isola, oltre il 93 per cento.
Sarà totale da qualche punto del territorio italiano?
No sulla terraferma. Il limite nord della fascia passa circa 21 chilometri a sud della costa di Lampedusa, quindi in mare, all'incirca al bordo esterno delle acque territoriali.
Servono gli occhiali anche con il Sole coperto al 99 per cento?
Sì, per tutta la durata dell'evento e in qualunque località italiana. Anche una falce sottilissima di fotosfera emette abbastanza radiazione per provocare danni retinici permanenti.
Gli occhiali comprati per l'eclissi del 2026 vanno ancora bene?
Se conformi alla ISO 12312-2 e integri, senza graffi, fori, pieghe o distacchi dalla montatura, restano utilizzabili. Un controllo davanti a una lampada accesa deve mostrare soltanto un'immagine debolissima della sorgente.
Un'eclissi profonda serve anche a chi non guarda il Sole. Durante il passaggio del 12 agosto 2026 la spedizione Vento, guidata da Albino Carbognani dell'INAF di Bologna con ricercatori delle università di Bologna e Padova, ha puntato gli strumenti non sul disco eclissato ma sulla regione di cielo immediatamente attorno, a caccia di vulcanoidi: ipotetici asteroidi in orbita tra Mercurio e il Sole, mai osservati perché invisibili quando il cielo è buio e sommersi dalla luce diurna quando il cielo è chiaro. Sei minuti e ventitré secondi di ombra sull'Egitto, nel 2027, offriranno alla stessa ricerca una finestra tre volte più larga.