Autogiro contro i cavi della funivia in Valle Antrona, due vittime

Il velivolo è caduto ai piedi della diga di Campliccioli dopo il contatto con la teleferica di servizio dell'Enel

27 agosto 2026 16:37
Autogiro contro i cavi della funivia in Valle Antrona, due vittime - Canva
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Un autogiro biposto è precipitato nella tarda mattinata di mercoledì 26 agosto ai piedi della diga di Campliccioli, nel comune di Antrona Schieranco, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Le due persone a bordo sono morte nell'impatto. Sono Alessandro Angelo Muscinelli, 62 anni, ingegnere residente a Premeno e proprietario del velivolo, e Antonella Pagliarani, 63 anni, residente nel Milanese e compagna del fratello del pilota.

Il mezzo ha urtato i cavi della funivia di servizio che sale verso il lago di Camposecco, impianto dell'Enel non aperto al pubblico, ha preso fuoco ed è caduto sul versante a valle dello sbarramento, attorno ai 1.360 metri di quota, dentro il parco naturale dell'Alta Valle Antrona. L'orario riferito dall'ANSA è le 11.10, altre cronache locali indicano le 11.30. Sull'accaduto indaga la Guardia di Finanza. Alla mattina di giovedì 27 agosto la dinamica resta da accertare e non risulta comunicato se vi siano stati un guasto, un malore o condizioni di scarsa visibilità.

Il rotore che gira senza motore

L'autogiro, chiamato anche giroplano, è definito nell'allegato tecnico del DPR 133 del 2010 come un velivolo a rotore con un rotore autorotante su un asse verticale o quasi. Il rotore superiore non riceve potenza dal motore. Gira perché l'aria lo attraversa dal basso verso l'alto mentre il mezzo avanza, un moto che si chiama autorotazione, e ruotando produce la portanza che sostiene l'apparecchio. La spinta in avanti arriva da un'elica separata, di solito montata dietro l'abitacolo.

Ne discende che un autogiro non può restare fermo in volo e non decolla in verticale, perché gli serve una corsa a terra per portare il rotore in rotazione. È la differenza operativa con l'elicottero, dove il rotore è collegato alla trasmissione e l'autorotazione è una manovra di emergenza da usare quando il motore si ferma. Su un autogiro quella condizione è quella di lavoro abituale, e un'avaria al propulsore porta a una discesa che il pilota può controllare, non a una caduta.

In Italia i biposti di questa categoria rientrano nel volo da diporto o sportivo, il regime della legge 106 del 1985. Chi li pilota ha un attestato dell'Aero Club d'Italia e non una licenza ENAC, e l'apparecchio non porta le marche di immatricolazione degli aeromobili civili. Per l'attività VDS il regolamento Regole dell'aria Italia fissa un'altezza massima di 300 m dal terreno, misurata sull'ostacolo più elevato entro un raggio di 5 km, salvo diversa autorizzazione.

I punti aperti dell'inchiesta

Il primo riguarda il punto di partenza. AGI e le testate del Verbano indicano il decollo dall'aviosuperficie di Megolo, a Pieve Vergonte, dove Muscinelli era socio di un'associazione di volo, mentre nelle prime ore l'ANSA scriveva che l'area di decollo non era ancora stabilita. Anche il modello dell'autogiro non è stato reso noto da fonti ufficiali.

Il secondo riguarda i cavi. Si tratta di una teleferica di servizio agli impianti della diga, un tipo di ostacolo che ha un profilo sottile e che a certe angolazioni di luce si distingue male dallo sfondo della montagna. Il sindaco di Antrona Schieranco, Franco Borsotti, ha detto all'ANSA che l'impianto è in quel punto da sessant'anni e che risulta segnalato sulla cartografia, aggiungendo che sull'area del parco di norma non si vola e che a quanto gli risulta non erano stati chiesti permessi. Sono dichiarazioni del primo cittadino, non ancora riscontri dell'autorità che indaga.

Il terzo riguarda le ultime decine di secondi. L'impatto è stato ripreso da un video girato in zona e diffuso poi sui social, e alcuni escursionisti hanno assistito alla scena insieme al fratello del pilota, soccorso in stato di shock. I rilievi sul relitto dovranno stabilire se l'urto con i cavi sia stato l'evento iniziale o la conseguenza di un problema precedente, una distinzione che sui mezzi VDS pesa parecchio perché non esistono registratori di volo a bordo.

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